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Politica

SCENARIO/ Fioroni (Pd): inseguiamo un "Berlusconi di sinistra", ma dimentichiamo lavoratori e insegnanti

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La politica ha bisogno di credibilità e di reciproco rispetto, bisogna sforzarsi di non andare mai sopra le righe, neanche in maniera ironica. E lo dice uno che non ha mai risparmiato critiche alla Gelmini...

Tra il suo lavoro e quello dell’attuale ministro trova dei punti di continuità?


In un certo senso sì, ma solo perché ha preso a piene mani molte delle mie idee. Se guardiamo, ad esempio, alla riforma degli istituti tecnici, sono costretto a dire che le riforme si fanno per i nostri figli, non per risparmiare soldi. Purtroppo questo è diventato il il faro della Gelmini. Se non si investe almeno 150 milioni di euro per tre anni come si passa dal tornio ai laboratori avveniristici? Con la bacchetta magica? Come si aggiornano i docenti? 

Lo stesso discorso vale per l’Università?

Sono convinto anch’io che vada cambiata. Da medico però voglio ricordare al ministro che per guarire il paziente bisogna prima di tutto mantenerlo in vita. La sua riforma invece fa entrare in coma il 50% degli atenei e ne manda in asfissia il 25%. Non si può fare una riforma solo per quel quarto di Università che riesce a sopravvivere.

E sulla proposta di ieri di un rientro in aula il primo di ottobre?


Strano che chi si dichiara federalista non sappia che per il calendario scolastico la competenza spetta alle Regioni. Bisogna sedersi al tavolo con loro, evitare di scendere sotto i 200 giorni di scuola e rendere compatibili i bisogni dei figli con quelli della famiglia e del sistema Paese. Così si affrontano i problemi, non con queste proposte estemporanee e sciatte che non ci portano da nessuna parte.

(Carlo Melato)

 

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