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Politica

MANOVRA/ 2. Belpietro (Libero): Silvio, ecco perché sui tagli ha ragione Tremonti

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Probabilmente sì, per il timore che una misura di questo tipo limiti l’autonomia del potere locale. Bisogna però anche dire che con il taglio delle sole province non si risparmia granché, perché parte delle risorse recuperate va poi ridistribuita ai Comuni. Rimango comunque dell’idea che qualunque cosa si possa fare è bene che venga fatta e su questo la maggioranza può trovare un’intesa.

In molti sostengono che il federalismo, pur assicurando innegabili vantaggi nel lungo periodo, non è da attuare in questa fase. Preoccupazione legittima o estremo tentativo di affossare tutto?


Il federalismo fiscale, senza alcun dubbio, va attuato al più presto e fino in fondo. Una parte di trasferimenti continuerà come prima, per la restante gli enti locali dovranno badare alle proprie risorse e avranno tutti gli strumenti per raccoglierle partecipando, ad esempio, alla lotta all’evasione fiscale. Questo è un altro di quei temi di cui si parla da trent’anni, finalmente però si è capito che per i comuni è più facile individuare chi dichiara un reddito basso e poi acquista ville e macchinoni. Chi si oppone vuol bloccare tutto.

Anche nel centrodestra?

L’idea dello stato centralista che controlla tutto è ancora viva e contraddistingue buona parte di coloro che vengono dalla Prima Repubblica. Lo stesso Fini probabilmente è figlio di questa visione.

Quante possibilità ci sono che in occasione della manovra il Parlamento trovi per un attimo quell’unità e quella condivisione tanto sperata da Napolitano?

È una speranza che è legittimo coltivare, ma che purtroppo rischia di rimanere delusa. Basta leggere le dichiarazioni di questi giorni per farsi un’idea.

Passiamo all’altro scoglio che la maggioranza dovrà superare, quella legge sulle intercettazioni che sta sollevando un vespaio di polemiche…


Il dibattito di cui lei parla vede da un lato chi difende le intercettazioni perché le ha sempre usate e vuole continuare a usarle come strumento di lotta politica. Dall’altro c’è chi vuole fermare la diffusione indiscriminata delle comunicazioni tra le persone e che non ne può più di processi consumati a mezzo stampa.
In tutti questi anni la stragrande maggioranza delle intercettazioni pubblicate non era determinante ai fini giuridici:  questo dovrebbe far riflettere.

Ma secondo lei, per come si sta delineando, è una buona legge?




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