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MANOVRA/ 2. Belpietro (Libero): Silvio, ecco perché sui tagli ha ragione Tremonti

Sono previsti tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici, un giro di vite nella lotta all'evasione, una stretta sulle pensioni di invalidità e sulle spese della sanità. L'intervista a MAURIZIO BELPIETRO

Belpietro_R375.jpg (Foto)

«Questa non è una manovra qualsiasi» ha confidato alle Regioni il ministro Tremonti durante l’incontro di ieri con il Governo, sottolineando l’esigenza di uno sforzo comune per rispondere alla crisi economica. Come si legge da giorni, sono previsti tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici, un giro di vite nella lotta all'evasione fiscale, una stretta sulle pensioni di invalidità, sulle spese della sanità e delle Regioni stesse.
«Certo, non piace  a nessuno annunciare tagli e contenimenti di stipendio - dice Maurizio Belpietro a IlSussidiario.net -. Il Cavaliere non sarà certo contento di farlo, ma non si tirerà indietro. Un governo responsabile ha il dovere di dire alla gente qual è la reale situazione e cosa stiamo rischiando».

La trattativa per definire la manovra, da quanto si legge, sarebbe stata tesa e difficile. Le dimissioni del ministro del Tesoro sarebbero state più volte messe sul tavolo. Si è consumato un vero e proprio scontro tra Berlusconi e Tremonti?


Non so se sia corretto parlare di scontro, certamente la volontà di Berlusconi di fare di più, di non chiedere sacrifici agli italiani si è dovuta confrontare con la razionalità di Tremonti, preoccupato di far tornare i conti in un momento difficilissimo. Nella situazione in cui siamo, un’azione decisa del governo sul piano della razionalizzazione delle spese e della riduzione degli sprechi non è più rimandabile.

Nei suoi editoriali ha spronato il Governo a tagliare senza risparmiare enti inutili e sanità. Bisogna evitare, diceva, finte manovrine da Prima Repubblica…


Mi riferivo a quei provvedimenti a cui ci siamo abituati per anni, che non hanno mai colpito le sacche di rendita e di spreco e che ci hanno portato pian piano verso quel debito pubblico che ci ritroviamo sulle spalle oggi. Non si può più far finta di risolvere il problema così.

Lei da cosa partirebbe?

Ho citato fonti autorevoli e imparziali come i dati di Luca Ricolfi secondo cui si possono risparmiare 6,5 miliardi di euro solo sul piano della sanità. Aggiungerei gli 8 miliardi recuperabili mettendo la parola fine al vizio italiano dei finti invalidi. In alcune regioni è uno stratagemma per distribuire sussidi e stipendi a persone che non lavorano. Non è accettabile visto che, tra l’altro, molti posti di lavoro vengono addirittura rifiutati.

Passando all’abolizione delle province: è un tema che Fini ha usato nel famoso scontro con Berlusconi alla Direzione Nazionale Pdl. Esiste un veto leghista in questa direzione? 




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