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MANOVRA/ 2. L'Europa commissaria Berlusconi e incorona Tremonti

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A questo non credo molto. La leadership di Tremonti entrerebbe in gioco soltanto nel momento in cui Berlusconi appoggiasse l’ipotesi di un governo tecnico.

Ma a questo appuntamento la maggioranza si presenterà unita o sfilacciata?


Non credo che ci sarà unità, la divisione è nell’aria. La Lega esalta Tremonti, la Padania scrive con grande enfasi “Varata la manovra che salva il Paese”. Un atteggiamento che non aiuta il ministro e che esaspera i malumori che da tempo attraversano il centrodestra.
In area finiana infatti c’è chi scalpita, mentre è da registrare il dissenso dei governatori e dei sindaci penalizzati. Se quelli del Carroccio rimarranno allineati, già da queste ore si registra l’insoddisfazione del Sindaco Gianni Alemanno e della neo-presidente del Lazio, Renata Polverini. Forse è solo l’inizio...

Da parte del neonato “Partito della Nazione” di Casini bisogna aspettarsi l’appoggio incondizionato del provvedimento?

Già dal nome scelto, l’operazione di Casini mi sembra l’archiviazione del “neo-centrisimo”. È un soggetto adatto a gestire questa fase di transizione, che tradisce però il suo lento riavvicinamento al centro-destra. L’atteggiamento verso la Manovra è di apertura, con la speranza che la maggioranza abbandoni lo schema dell’asse del Nord per cambiare.

Per il Partito Democratico invece cosa c’è in gioco? Se da un lato Visco gongola per il rilancio di alcune sue vecchie proposte, dall’altro rimane la tentazione di cavalcare la cosiddetta “macelleria sociale”, con i democratici pungolati da Vendola e Di Pietro…


Il centrosinistra difficilmente riuscirà ad avere un atteggiamento diverso da quello che ha tenuto in queste ore. Bersani è evidentemente condizionato da Di Pietro, ma anche dalla confusione del centrodestra. Difficile pretendere dall’opposizione una convergenza fino a quando persisterà questo stato di caos.  Le speranze di Napolitano rischiano in pratica di rimanere deluse ancora una volta.

Il rischio di un’ennesima manovrina da Prima Repubblica, costosa in termini di immagine, ma incapace di risolvere davvero i problemi è ancora presente?


 
 

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COMMENTI
27/05/2010 - Padrone o due di coppe? (spadon gino)

Fa sorridere la storia dei malumori berlusconiani davanti alla stretta tremontiana. E’ chiaro a tutti che si tratta di un risibile gioco delle parti che prevede tre tappe canoniche. Prima di tutto Berlusconi affiderà al fido Gianni Letta il compito di annunciare l'arrivo di tempi duri (aveva ragione Montanelli quando sosteneva che mai Berlusconi li avrebbe annunciati di persona e in prima istanza). In secondo luogo egli se la prenderà con chi (nel caso specifico Tremonti), per eccesso di rigore, gli impedisce di apparire come sempre il padre buono e sollecito. Infine, obtorto collo, egli ammetterà che il guaio esiste, ma che del guaio sono responsabili coloro che lo hanno preceduto e segnatamente i mai abbastanza vituperati comunisti che hanno governato il paese per decenni. C’è da domandarsi davanti a tale insulsa e indecente manfrina se il ruolo di Berlusconi nel Consiglio dei ministri sia quello del capo responsabile oppure quello del due di coppe…. quando va a denari (Gino Spadon)