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MANOVRA/ 2. L'Europa commissaria Berlusconi e incorona Tremonti

Pubblicazione:giovedì 27 maggio 2010

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Non stiamo affrontando una congiuntura difficile, dice il ministro Tremonti, siamo a un “tornante della storia”. Parole forti che hanno dovuto convincere, seppur con grande fatica, Silvio Berlusconi e che gli italiani dovranno accettare assieme ai “sacrifici temporanei” a cui saranno chiamati. Si apre perciò una fase nuova, che interroga le forze politiche e inverte i ruoli del passato. Chi ha sempre predicato ottimismo sarà costretto a correggere il tiro, chi ha sempre sventolato la bandiera del rigore e della sobrietà non potrà sottrarsi tanto facilmente al prezzo politico che un gesto di responsabilità porta con sé. Massimo Franco analizza con IlSussidiario.net la nuova fase della politica italiana che si apre in queste ore. 

La definizione della Manovra ha contrapposto l’ottimismo berlusconiano al rigore di Giulio Tremonti. Cosa ha significato questo scontro per la maggioranza?

Tremonti si candida sempre più al ruolo di “guardiano dei conti” per conto dell’Europa, una sorta di Commissario europeo inviato in Italia per controllare che le cose vengano fatte bene. Berlusconi invece ha un problema diverso: il premier ha legato la propria immagine, e la sua cultura politica, all’idea delle “vacche grasse” o comunque alla promessa che il tempo delle “vacche magre” non sarebbe venuto. La fase che si apre oggi è opposta alla sua psicologia e per questo ne soffre profondamente.

Cambierà il rapporto con il suo elettorato di riferimento?


Dovrà vincere una difficile scommessa: far capire agli italiani che la nuova fase non è legata alle colpe del Governo, ma a una congiuntura molto dura. I suoi elettori sono pronti ad accettare “Silvio l’avaro” dopo anni di “Silvio il generoso”? Dipenderà molto da chi verrà toccato dai tagli. Per ora si respira una grande diffidenza.

Se la stagione dell’ottimismo è da archiviare, se ne apre una nuova all’insegna della neonata leadership di Giulio Tremonti? 



 

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COMMENTI
27/05/2010 - Padrone o due di coppe? (spadon gino)

Fa sorridere la storia dei malumori berlusconiani davanti alla stretta tremontiana. E’ chiaro a tutti che si tratta di un risibile gioco delle parti che prevede tre tappe canoniche. Prima di tutto Berlusconi affiderà al fido Gianni Letta il compito di annunciare l'arrivo di tempi duri (aveva ragione Montanelli quando sosteneva che mai Berlusconi li avrebbe annunciati di persona e in prima istanza). In secondo luogo egli se la prenderà con chi (nel caso specifico Tremonti), per eccesso di rigore, gli impedisce di apparire come sempre il padre buono e sollecito. Infine, obtorto collo, egli ammetterà che il guaio esiste, ma che del guaio sono responsabili coloro che lo hanno preceduto e segnatamente i mai abbastanza vituperati comunisti che hanno governato il paese per decenni. C’è da domandarsi davanti a tale insulsa e indecente manfrina se il ruolo di Berlusconi nel Consiglio dei ministri sia quello del capo responsabile oppure quello del due di coppe…. quando va a denari (Gino Spadon)