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Politica

MANOVRA/ 1. Cosa nasconde il "gioco delle tre carte" di Tremonti?

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Cosicché gli unici che difendono in pieno questa manovra sono quelli della Lega, nonostante i tagli maggiori penalizzino proprio gli enti locali. E questo non fa altro che rafforzare l’idea di un esecutivo in cui cresce, sull’effetto della crisi, il peso di un ministro che pesante già era, come Tremonti.

Il Carroccio si sente garantito da questa situazione, a prescindere: la vicenda del taglio delle Province tagliate la dice lunga su come il partito di Bossi possa dormire su due guanciali finché i tempi, anche sul federalismo, li detta Tremonti. Ma ora entrano in scena altri attori, il mediatore Gianni Letta e l’emendatore Gianfranco Fini, su cui punteranno le loro fiches tutti quelli che a vario titolo vogliono cambiare il testo e ridurre lo strapotere tremontiano.

E Berlusconi? Si sa che il Cavaliere da questi bracci di ferro fra alleati ne è uscito sempre rafforzato, più satelliti girano e più il Sole rimane unico e insostituibile. Ma stavolta è diverso: la fase di sacrifici che si apre lo costringe a un ruolo in cui fatica ad esprimersi, e anche la scena di Confindustria che gli nega il “prestito” della Marcegaglia al governo proprio non è un bel segnale, per lui.

Il Cavaliere ora pensa a ricompattare il Pdl, riapre anche a Fini e frena sul federalismo concedendo, su questo, il varo di quella Commissione che il presidente della Camera voleva, per decidere la linea del Pdl. E si sa che le commissioni, in Italia, sono il modo migliore per non concludere un bel niente. Se così fosse Fini non si vestirebbe a lutto, i neo governatori Polverini, Caldoro e Scopelliti, sommersi dai debiti, neppure.

Ma Bossi fiuta l’aria e rafforza il suo asse con Tremonti, pronto a dichiarare guerra se gli faranno scherzi, sul federalismo. Ed è su questo che Berlusconi sarà chiamato a fare la sua difficilissima scelta di campo di metà legislatura.

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COMMENTI
31/05/2010 - Quando il gioco si fa duro (PAOLA CORRADI)

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, però se è disonesto bisogna dichiararlo all'inizio, in questo caso possono valere da ambo le parti, i colpi bassi. Se questi sono i patti, pacta sunt servanda!

 
31/05/2010 - Il gioco dell tre carte (Franco Labella)

Commenti? Uno solo: che stavolta i vostri titolisti, che spesso enfatizzano, hanno semplicemente tradotto efficacemente la realtà. Per chi non lo conoscesse, il gioco delle tre carte, è quello, molto in voga a Napoli ma evidentemente non solo lì, di chi imbroglia il povero pirla (o fesso a seconda degli idiomi) di turno. Se la condizione ci piace, nessun ulteriore commento. Franco Labella - pirla pensante e salvatore della Patria ancorchè fannullone