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LA SCHEDA/ Claudio Scajola, il politico recordman di dimissioni: tre volte in 40 anni di carriera

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SCAJOLA CON SILVIO BERLUSCONI – Claudio Scajola passa nel ’95 a forza Italia, del quale diviene coordinatore provinciale, mentre nelle politiche del ’96 è eletto deputato con il Polo delle Libertà. Berlusconi gli conferisce l’incarico di responsabile nazionale dell'organizzazione del suo partito e di redarre lo statuto. Nel '98 si svolge il primo congresso di Forza Italia e Scajola è nominato coordinatore nazionale. Nel 2001, eletto nuovamente deputato con la Casa delle Libertà ed è nominato ministro dell’Interno.


SCAJOLA SI DIMETTE PER LA SECONDA VOLTA – Scajola, nel 2002, è costretto a dimettersi una seconda volta. Da poco era stato assassinato dalle Nuove Brigate Rosse il professore e consulente del governo Marco Biagi. Era stato Scajola a decidere di toglierli la scorta. Il 30 giugno 2002, in particolare, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, pubblicano una chiacchierata informale tra Claudio Scajola e alcuni giornalisti a Cipro: «A Bologna hanno colpito Biagi che era senza protezione ma se lì ci fosse stata la scorta i morti sarebbero stati tre. E poi vi chiedo: nella trattativa di queste settimane sull' articolo 18 quante persone dovremmo proteggere? Praticamente tutte», aveva detto ai presenti Claudio Scajola, aggiungendo, a chi gli faceva notare la centralità di Marco Biagi nel tentativo di riforma del Welfare: «Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza». L’ultima affermazione, in particolare, suscita tante e tali polemiche da costringerlo a rassegnare le dimissioni da ministro dell’Interno.

 

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