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SCENARIO/ Il partito del voto anticipato mette in crisi Berlusconi

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Questa maggioranza non dà l’impressione di poter arrivare alla fine della legislatura. I famosi tre anni di riforme sembrano a questo punto virtuali. La vicenda Scajola indebolisce il governo ancor di più e lo espone mentre il fronte Fini è ancora aperto. Lo scandalo che coinvolge il ministro dello Sviluppo economico è destinato a logorare la maggioranza soprattutto se continuerà lo stillicidio delle notizie e delle accuse che inchiodano il ministro. Non si può nemmeno escludere l’ipotesi che la minoranza interna al Pdl, oltre che l’opposizione, possano addirittura cavalcare la vicenda.

Senza una svolta nel governo quindi le elezioni sembrano davvero vicine?


Nel momento in cui Fini si smarca così nettamente dalla maggioranza berlusconiana dopo una vittoria elettorale come quella che ci siamo appena lasciati alle spalle si mette chiaramente di traverso sulla strada delle riforme. Se dovessimo dar retta alla Lega secondo cui la maggioranza sta in piedi in nome delle riforme stesse, dovremmo arrivare alla conclusione che se non si potranno ottenere la maggioranza potrebbe chiedere al Capo dello Stato elezioni anticipate. Si aprirebbe così una nuova fase dai contorni ora imprevedibili, ma che difficilmente riuscirebbe a evitare le elezioni. Non resta che aspettare di vedere cosa accadrà in Parlamento.

Su quale tema potrebbe scivolare la maggioranza secondo lei?


Se si inserisce un elemento di frattura nella maggioranza il centrodestra può andare sotto su qualunque tema, dalla giustizia al federalismo e, nel giro di qualche mese, soprattutto se i rapporti non miglioreranno, si potrà trovare un pretesto per arrivare a questa soluzione. 

A chi conviene il voto anticipato?

Non so chi potrebbe avere interesse a causare una crisi. Per evitare di farsi logorare potrebbero essere gli stessi Berlusconi e Bossi a chiederle, mentre a Fini converrà far bene i propri conti perché un voto nel breve periodo lo metterebbe nei guai.



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COMMENTI
12/05/2010 - giudizio di Craxi su Fini (attilio sangiani)

vale sempre il severo giudizio di Craxi su Fini: vuoto pneumatico di idee,abilità da arrampicatore,opportunismo nascosto da un parlare sciolto e disinvolto da docente di scuola media,che non teme la intelligenza e la cultura degli allievi. Craxi,dal canto suo,idee ne aveva a bizzeffe,e valide. Però erano soverchiate dal disegno machiavellico di sorpassare il P.C.I.,annettendosi una quota importante di voti democristiani( tentativo fatto,ad esempio, con il referendum sul nucleare e con le aperture di Martelli ai giovani di C.L. a Rimini ). Dopodichè avrebbe governato con i comunisti,ma avendo il bastone di comando,con il benestare degli U.S.A.

 
04/05/2010 - FINI: "STOP ALLA CULTURA DEI SONDAGGI" (celestino ferraro)

Per Fini il problema è che «viviamo in un continuo inno al presentismo», ed è una questione che riguarda l’occidente, non solo l’Italia e l’Europa. Sembra chissà quale sofferto pensiero filosofico sorregga il politicare di Fini, una sofferenza della coscienza che si ribella alla fatalità degli accadimenti che, tramite i sondaggi, ci si appalesano in tutta la loro ineluttabile fatalità. Quasi che fossero i sondaggi a determinare la realtà. Non una parola sui comportamenti e sulle azioni che ciascuno compie perché certe cose avvengano indipendentemente dalla fatalità: che altro non è se non il nostro modo di essere, maturato all’ombra dei nostri egoismi. Accade così che Fini Gianfranco, nella sua finezza di magniloquente STATISTA, scopre i sondaggi (usati dal Cavaliere per tastare il polso dell’opinione pubblica) che fanno concorrenza alla politica: arte del possibile e progetto del futuro. Con l’uso dei sondaggi Berlusconi si aggiorna sugli umori dei cittadini e sa comportarsi di conseguenza. Dove sta l'anacronismo culturale che mortifica il nostro Fini Gianfranco? Tenta di imitare il Cavaliere ed è banale finanche nel linguaggio. Secondo la sua maturata riflessione, il sondare l’opinione pubblica è un vulnus che s’inferisce al politicare, che dovrebbe (secondo Fini) navigare a vista fra le caligini del quotidiano. È questa metodica berlusconiana che dà fastidio al nostro machiavellico pollitologo; egli pretenderebbe che Silvio Berlusconi la smettesse di precederl