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SCENARIO/ Violante (Pd): caro Berlusconi, vuoi fare le riforme con noi?

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Si può partire da lì, ma anche da due documenti degli opposti schieramenti che il Senato ha già approvato e che sono in gran parte identici. Mi auguro che il Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato dia avvio ai lavori. In pratica non sembrano mancare le basi comuni per iniziare a lavorare, ma l’intenzione di procedere.   

In sintesi, quale sarebbe la ricetta su cui gli schieramenti possono trovare un’intesa?


Una Repubblica Parlamentare con un forte Presidente del consiglio, un Parlamento riqualificato e rinforzato attraverso la riduzione del numero dei parlamentari e forti poteri di controllo.

E una nuova legge elettorale?


Assolutamente. Una delle ragioni di crisi del sistema politico italiano è quella di aver sottratto ai cittadini il diritto di scegliere i propri parlamentari. Siamo l’unico Paese in cui sono i dirigenti dei partiti a nominarli. Ci vorrebbe un grande fronte democratico di tutte le forze politiche per restituire agli italiani questo diritto.

Subito dopo il voto si è iniziato a parlare di elezione diretta del Presidente della Repubblica…


A mio parere si rischia di fare confusione. Se si propone una soluzione di questo tipo bisognerebbe specificare il modello di riferimento: quello austriaco che ha un Presidente eletto direttamente, ma con poteri deboli, quello francese con un Presidente forte che condivide il potere con il Parlamento o quello statunitense nel quale vige un rigorosissimo principio di separazione dei poteri e in cui il Presidente viene eletto da grandi elettori? O addirittura un sistema centroamericano nel quale il ras comanda tutto e tutti?
Vede, oltre a questa confusione di fondo non si capisce il senso di questo progetto. Rischiamo di perdere del tempo per creare un sistema diverso, ma inutile.

Passando al federalismo tanto caro alla Lega Nord qual è la vostra posizione?


Il federalismo è sicuramente la forma moderna dell’unità nazionale. Anche sistemi più centralisti come la Francia si stanno muovendo verso il riconoscimento di spazi maggiori alle autonomie locali. Detto questo, voglio ribadire due presupposti fondamentali: un fondo perequativo per i soggetti più deboli e un forte potere centrale. Se, come in Belgio, quest’ultimo viene a mancare, il Paese si sfalda.

Il dibattito in corso sul federalismo è incentrato sui costi di questa riforma. Come la pensa al riguardo?




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COMMENTI
05/05/2010 - PENSO CHE IL DOPO BERLUSCONI SARA' TREMENDO (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

Il Presidente Napolitano si è accorto nei suoi viaggi all'estero che l'unica persona che conta a livello internazionale e ..nazionale è Berlusconi che essendo una persona intelligente e pensando al dopo sta facendo si che prendano il volo Tremonti e il Ministro degli Esteri. Ci ha provato con Fini e Casini ma gli è andata male . Solamente se conti a livello internazionale puoi considerarti uno statista altrimenti sei un modesto politicante .Lo ha capito tanto bene la sinistra che cerca di annientare Berlusconi quanto prima possibile in tutti i modi perchè si aspetta freneticamente il dopo. Per creare che cosa e con chi non è dato sapere purchè il treno sia in corsa? Ci si prepara per una dittatura alla comunista ove la Giustizia che già la hanno incamminata su quella strada , sarà una farsa totale ? O ci sarà una reazione per una stabilizzazione autoritaria di ritorno sullo stile di un nuovo fascismo? Tolto anche Napolitano la situazione futura appare alquanto precaria per gli italiani. Certo è che anche il sistema bancario ha già capito che il dopo sarà molto ma molto incerto e quindi si sta già mettendo ai ripari tirando i cordoni della borsa. Il vero e corretto dialogo per crescere democraticamente e quindi preparare nuovi uomini seri e di alta statura internazionale sembra un qualcosa di irrealizzabile ed i fatti lo dimostrano. Mi raccomando abbattete Berlusconi quanto prima possibile che poi vedremo presto ;forse si spera orgogliosamente la fine della Grecia