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SCENARIO/ Violante (Pd): caro Berlusconi, vuoi fare le riforme con noi?

LucianoViolante_R375.jpg (Foto)



Esistono due grossi problemi da non sottovalutare assolutamente: i costi e, soprattutto, il passaggio dalla spesa storica ai costi standard. Stabilire i costi standard in maniera equa sarà un’impresa difficilissima, che sarebbe sbagliato sottovalutare.

Il nodo più delicato e sul quale i due schieramenti sembrano più lontani è poi quello relativo alla giustizia…


Anni di leggi ad personam hanno senz’altro aiutato a creare questa distanza. Se però si porta a termine la riforma costituzionale, se si riformano Regioni, Camera, Senato, Presidenza del Consiglio e Governo è legittimo avviare una riflessione serena sulla magistratura.
Se non interveniamo la magistratura è destinata ad essere assoggettata al potere politico e questo ovviamente non giova a nessuno. La sfida è quella di ricollocare un potere che negli anni Cinquanta era periferico e che oggi invece è un settore centrale della governance del Paese, garantendo indipendenza e giusti criteri di responsabilità.

Ha condiviso il recente discorso del Presidente Napolitano che invitava all’autocritica la magistratura?


Certamente e le posso dire che nella magistratura si fa sempre più strada la consapevolezza degli errori fatti e di ciò che a questo punto è bene correggere.

I fatti di stretta attualità hanno riportato all’ordine del giorno il ddl anticorruzione, mentre da tempo si parla di un intervento sulle intercettazioni
...

I due temi in effetti sono legati, perché sarebbe abbastanza singolare lavorare al ddl anticorruzione e contemporaneamente impedire le intercettazioni. Serve una politica complessiva anticorruzione, al di là del disegno di legge e di un’intesa internazionale che dobbiamo ratificare sull’argomento. Poi è giusto risolvere il problema della fuga di notizie.

In che modo?


Serve un quadro di responsabilità più chiaro. La competenza a giudicare andrebbe assegnata a un ufficio giudiziario diverso da quello da cui le notizie sono “fuggite”.
Per quanto riguarda la pubblicazione di notizie che non riguardano persone indagate, mi auguro che siano invece i giornalisti ad autoregolarsi prima che lo Stato intervenga.

Da ultimo, cosa rappresenta per il centrosinistra lo scontro tra Berlusconi e Fini? Il Presidente della Camera è per voi un interlocutore diretto?


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COMMENTI
05/05/2010 - PENSO CHE IL DOPO BERLUSCONI SARA' TREMENDO (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

Il Presidente Napolitano si è accorto nei suoi viaggi all'estero che l'unica persona che conta a livello internazionale e ..nazionale è Berlusconi che essendo una persona intelligente e pensando al dopo sta facendo si che prendano il volo Tremonti e il Ministro degli Esteri. Ci ha provato con Fini e Casini ma gli è andata male . Solamente se conti a livello internazionale puoi considerarti uno statista altrimenti sei un modesto politicante .Lo ha capito tanto bene la sinistra che cerca di annientare Berlusconi quanto prima possibile in tutti i modi perchè si aspetta freneticamente il dopo. Per creare che cosa e con chi non è dato sapere purchè il treno sia in corsa? Ci si prepara per una dittatura alla comunista ove la Giustizia che già la hanno incamminata su quella strada , sarà una farsa totale ? O ci sarà una reazione per una stabilizzazione autoritaria di ritorno sullo stile di un nuovo fascismo? Tolto anche Napolitano la situazione futura appare alquanto precaria per gli italiani. Certo è che anche il sistema bancario ha già capito che il dopo sarà molto ma molto incerto e quindi si sta già mettendo ai ripari tirando i cordoni della borsa. Il vero e corretto dialogo per crescere democraticamente e quindi preparare nuovi uomini seri e di alta statura internazionale sembra un qualcosa di irrealizzabile ed i fatti lo dimostrano. Mi raccomando abbattete Berlusconi quanto prima possibile che poi vedremo presto ;forse si spera orgogliosamente la fine della Grecia