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SONDAGGI/ Piepoli: ecco perché a Berlusconi conviene tornare al voto

Pubblicazione:giovedì 6 maggio 2010

BerlusconiFiniOmbrello_R375.jpg (Foto)



Raggiunge addirittura l’86% del gradimento tra la gente, di destra o di sinistra. In Europa a superare l’80% ci riescono in sei, direi che non è un cattivo risultato.

Guardando al centro si nota lo strano silenzio di Casini in una fase abbastanza travagliata per il bipolarismo…

Il leader dell’Udc è sicuramente in ombra: Fini gli ha rubato la scena, i risultati elettorali non sono stati entusiasmanti, il travaglio dei partiti principali non gli porta alcun vantaggio. Detto questo, è un personaggio politico che è destinato a tenere la posizione e non è assolutamente in calo.  

Da ultimo, il Presidente della Camera ha voluto criticare un’eccessiva “cultura del sondaggio” che toglie prospettive all’azione dei governi. Lei cosa ne pensa?


Il ragionamento non è nuovo, ma rischia di rafforzare un luogo comune. Se torniamo un po’ indietro nel tempo, al ’59 in Francia, fu De Gaulle a imporre l’uso dei sondaggi e a creare ben due istituti, tutt’ora esistenti. Voleva essere aggiornato sull’opinione pubblica tutti i lunedì e venerdì.
Un buon politico però fa il bene del Paese, non quello dell’opinione pubblica. Per questo motivo farà i treni del colore più gradito alla gente o commissionerà, come fece Ciampi con me, un’indagine per decidere quale simbolo incidere sulle monete. Su tutto il resto invece, sapendo cosa pensa l’opinione pubblica avrà la forza, se necessario, di non seguirla.

(Carlo Melato)



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