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SONDAGGI/ Piepoli: ecco perché a Berlusconi conviene tornare al voto

Le dimissioni di Scajola scuotono la maggioranza. Nel Pdl la frattura tra i due leader non sembra destinata a ricomporsi e la Lega freme per le riforme. Sullo sfondo l'ipotesi di un ritorno alle urne. L'intervista a NICOLA PIEPOLI

BerlusconiFiniOmbrello_R375.jpg (Foto)

Il quadro politico è ancora scosso dalle fresche dimissioni del ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola e dallo scandalo degli appalti per le Grandi Opere che inizia a occupare le prime pagine dei giornali. I partiti della maggioranza di governo cercano di mostrare ottimismo, anche se nel Popolo della Libertà la frattura tra Berlusconi e Fini non sembra destinata a ricomporsi e la Lega Nord freme per le riforme. Il centrosinistra denuncia il pericolo di uno stallo e attende il governo in aula. Sullo sfondo l’ipotesi più o meno lontana di un voto anticipato che potrebbe rimescolare le carte.
Nicola Piepoli confida a IlSussidiario.net i dati in suo possesso per poter leggere meglio la situazione attuale e i suoi eventuali sviluppi.

Lo strappo tra i due cofondatori del Pdl consumato alla Direzione Nazionale davanti alle telecamere sembra proprio aver costituito, a distanza di tempo, un punto di non ritorno tra i due leader. In molti si chiedono quale fortuna incontrerebbe un nuovo partito a immagine e somiglianza di Fini…

A differenza di quanto si legge, il gradimento degli italiani nei confronti di Gianfranco Fini è sceso di ben 5 punti percentuali in 4 settimane. Se parliamo invece di un ipotetico nuovo partito penso che la rilevazione dell’amico Renato Mannheimer, che parlava del 7%, sia un tantino ottimista, anche se tendenzialmente corretta.

A chi potrebbe rubare più voti?

La percentuale di cui stiamo parlando non deve essere sottratta al Pdl, perché questo soggetto andrebbe a pescare un po’ da tutti i partiti, sia di destra che di sinistra. Forse in misura maggiore proprio alla sinistra.

Se le divisioni interne rendessero il governo incapace di proseguire nella sua azione e si andasse nuovamente alle urne quali esiti potremmo aspettarci?


La situazione è costantemente monitorata: allo stato attuale il centrodestra non dovrebbe avere problemi a vincere di nuovo. I valori, infatti, sono di poco distanti da quelli del 14 aprile 2008. Il Pdl confermerebbe più o meno il 37,4% che prese all'epoca, la Lega migliorerebbe il suo 8,3%. L’Udc passerebbe dal 5,6% al 5,5%. Per quanto riguarda il centrosinistra, invece, il Partito Democratico  scenderebbe dal 33,2% al 29,3%, mentre l’Italia dei Valori guadagnerebbe oltre due punti e mezzo passando dal 4,4% al 7%.

Il ricorso alle urne resta quindi una carta da giocare per Berlusconi con una certa sicurezza, anche se Fini provasse ad andare da solo. Quanto hanno inciso però le dimissioni del ministro Scajola sul gradimento degli italiani nei confronti del governo?


 

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