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SCENARIO/ Fini libera le colombe per placare l'ira di Berlusconi

Il voto anticipato, nonostante le minacce, sembra un azzardo per tutti. Ecco perchè, come ci spiega ANGELO PICARIELLO, Berlusconi e Fini, volenti o nolenti, dovranno ascoltare le colombe e zittire i falchi

BerlusconiFiniConferenzaStampa_R375.jpg (Foto)

«Mi consenta» di dissentire il professor Piepoli. Non mi pare di percepire che il caso Scajola acceleri la strada delle urne. Non ne parla più neanche Silvio Berlusconi, neanche - intendo dire - in quegli sfoghi privati che poi finiscono sui giornali per essere puntualmente smentiti il giorno dopo.

Anzi, più di un parlamentare si fregava le mani, in questi giorni, con l’aria di chi l’aveva sfangata: chi ha interesse oggi ad andarsi a contare, tornando a votare, col rischio di certificare la crisi dei due maggiori partiti, alle prese con grandi difficoltà vecchie e nuove irrisolte? Mi pare invece che Berlusconi sia ora tutto concentrato a capire la mappa del danno derivante dalla nuova ondata di inchieste (giornalistiche, qui i giudici non c’entrano, non c’è nemmeno un avviso di garanzia) per mettere al più presto la toppa giusta.

E Gianfranco Fini viene persino buono, al Cavaliere, per frenare gli appetiti della Lega, che ora rivendica di nuovo l’Agricoltura. Se Bossi ha davvero interesse a far decantare lo scontro nel Pdl, infatti, non può pretendere che Berlusconi fornisca argomenti così forti alle polemiche del Presidente della Camera, cedendo alle pretese del Carroccio anche sugli equilibri ministeriali.

Ma non c’è stato nemmeno bisogno che parlasse Fini, è toccato alla destra “berlusconiana”, con Ignazio La Russa, far partire l’altolà, affermando che il riequilibrio nel governo già c’è. Per cui per il dopo-Scajola crescono le azioni di Paolo Romani, per il solo fatto che sarebbe la soluzione più indolore (un vice allo Sviluppo promosso ministro), in grado di tacitare tutti i pretendenti senza accontentarne alcuno. Si libererebbe inoltre un posto da viceministro e - questo sì - potrebbe diventare una merce di scambio accettabile da offrire alla Lega, e si sa che Bossi quando si libera una casella si candida a prescindere, per esser parte della trattativa, ma poi in qualche modo la “quadra” la trova sempre.