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INTERCETTAZIONI/ MicroMega: “Preti e religiosi trattamento diverso”

Pubblicazione:martedì 1 giugno 2010

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INTERCETTAZIONI MICROMEGA – Secondo la rivista MicroMega, diretta da Paolo Flores d'Arcais, i religiosi hanno nel nuovo decreto sulle intercettazioni un trattamento di favore. Una norma presente nel ddl, infatti, di cui la rivista dice nessuno o quasi si sia accorto, stabilisce che “se un pubblico ministero intercetta un prete o un religioso deve avvisare immediatamente l’autorità ecclesiastica”. Una sorta di "bavaglio" che metterebbe al sicuro i sacerdoti. Si legge ancora nell’articolo: “Se si intercetta un prete diocesano o un religioso, quindi, il pubblico ministero deve subito informare il vescovo della diocesi di appartenenza; e se ad essere intercettato è un vescovo – “coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un ordinario di luogo equiparato a un vescovo diocesano, abate di un’abbazia territoriale” – “il pubblico ministero invia l’informazione al cardinale Segretario di Stato”, ovvero al card. Tarcisio Bertone.

 

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In realtà l’opposizione aveva cercato di far cancellare questa norma, ma i tentativi sono stati bocciati. Il PD parla di discriminazione a favore dei cattolici. Si fa l’esempio, nell’articolo, di quanto successo a Como nel 2004 quando il PM avvertì l’allora vescovo Maggiolini delle indagini a carico di un sacerdote poi condannato a otto anni di detenzione per abusi su minori.




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