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MANOVRA/ Quanto ci costa il veto della Lega sulle Province?

Pubblicazione:martedì 1 giugno 2010

Umberto Bossi (Foto Imagoeconomica) Umberto Bossi (Foto Imagoeconomica)

Il problema è che non ci si rende conto che occorre uno “smagrimento” maggiore e che se proprio vogliamo tenere le Province, è meglio farlo come enti di secondo livello. Ma soprattutto è bene distinguere la Provincia come espressione di governo locale dalla Provincia in quanto apparato periferico dello Stato, che non va assolutamente moltiplicato, ma che anzi va molto contratto per risparmiare costi e aumentare l’efficienza.

 

Potrebbe spiegare come si trasformerebbero le Province diventando enti di secondo livello?

 

È una proposta che è sul tappeto da tempo: le Province verrebbero mantenute, ma non si terrebbero più elezioni dirette dei suoi organi, che andrebbe costituiti attraverso una sorta di consorzio obbligatorio tra i comuni. I Sindaci in assemblea eleggeranno il loro rappresentante provinciale e una giunta che dovrà curare i problemi comuni.

 

Si è anche parlato di abolire le Province con meno di 220.000 abitanti. Cosa ne pensa?

 

Le Province prima scompaiono meglio è. Per farle scomparire ci vuole però l’intesa costituzionale. Se si volessero abolire le Province sotto i 220.000 abitanti sarei d’accordo, perché si tratta di una proposta che non è contraria alla Costituzione e che consentirebbe un primo passo avanti verso la riduzione dell’elefantiaco apparato periferico dello Stato.

 

(Lorenzo Torrisi)



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