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Politica

INTERCETTAZIONI/ Pecorella (Pdl): il ddl? Se non è incostituzionale poco ci manca

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

 

Se in una conversazione una delle parti dicesse all’altra: «ti consegno la droga tra sette giorni, e ti dirò allora dove e quando», teoricamente, siccome nei termini previsti successivi non accade nulla, avremmo l’impossibilità di una proroga di tre giorni. Il che francamente è del tutto irragionevole.

 

Quale altro punto secondo lei avrebbe avuto bisogno di una revisione?

 

Quello relativo alla distinzione, che secondo me non è molto sensata, tra reati di mafia e terrorismo e altri reati ai fini dell’intercettazione. Credo che scoprire l’autore di una truffa che ha mandato in rovina un’impresa o una persona non sia meno importante, ai fini della giustizia, che scoprire un capomafia. Dal punto di vista degli interessi individuali che devono essere tutelati, la situazione del cittadino è la stessa.

 

Altra polemica riguarda la norma transitoria: il tetto di durata delle intercettazioni, anche se già autorizzate, si applica ai procedimenti pendenti. È un escamotage del governo per proteggere se stesso dalle indagini?

 

Penso che la norma non sarebbe nemmeno necessaria, perché è una regola generale della procedura penale che la norma procedurale entri immediatamente in funzione e si applichi anche ai processi in corso. Tempus regit actum, come si dice. La vedo allora come noma transitoria fatta probabilmente per chiarire o addirittura limitare la regola generale. Perché anche le intercettazioni in corso se non ci fosse questa norma dovrebbero terminare nei 75 giorni previsti.

 

Le sanzioni pecuniarie previste per gli editori hanno suscitato feroci polemiche.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’intervista sul ddl intercettazioni

 

 


COMMENTI
12/06/2010 - Lontano dalla via di Damasco? (Franco Labella)

Pecorella appartiene alla larga schiera dei "convertiti". Non è una colpa se uno riesce a mantenere l'equilibrio con le posizioni via via assunte e rinuncia al dogmatismo e rinuncia al furore ideologico tipico dei convertiti. Non è, per intenderci, come un portavoce che pontifica in tv dopo aver ruotato a 360 gradi e meno male che l'angolo giro si ferma lì e non prosegue.... Pecorella dimostra con questa intervista che un tecnico di vaglia quale è può, pur cambiando posizioni politiche, mantenere equilibrio di giudizio. Vorrei far osservare , però, che a meno di smentite all'intervista, ha smontato pezzo per pezzo l'intero d.d.l. blindato. Dice,però, Pecorella alla fine : "Voterò la fiducia". La domanda allora nasce spontanea:"Visto che discutiamo di libertà di informazione, autonomia della magistratura ed efficacia dell'azione investigativa e su tutti e tre i versanti Pecorella esprime dubbi non secondari, una coscienza libera l'avvocato ce l'ha?". Ed allora perchè non è conseguente? A Damasco ci si può andare e pure tornare...dipende dagli obiettivi e dalle mete che si vuole raggiungere. O non è così prof. Pecorella? Franco Labella