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SCENARIO/ Berlusconi gioca di sponda con Casini per arginare la manovra di Tremonti

Pubblicazione:venerdì 11 giugno 2010

BerlusconiSchiaffettoCasini_R375.jpg (Foto)

Il ddl sulle intercettazioni è stato approvato ieri al Senato, mentre l’opposizione abbandonava l’aula. Manca un passaggio alla Camera, anche se uno degli scogli più pericolosi per la maggioranza sembra superato grazie all’intesa tra Berlusconi e Fini. L’equilibrio all’interno del centrodestra sembra comunque precario in vista della definizione della manovra voluta di Tremonti e della pressione costante della Lega per il federalismo. Massimo Franco ne ha discusso con IlSussidiario.net.

Il Presidente del Consiglio sembra molto limitato in questa fase dai diktat di Tremonti e dai ricatti di Fini. Come stanno cambiando i rapporti politici tra questi tre esponenti del Pdl?


Il quadro è complesso. Berlusconi è riuscito a imporre a Fini la legge sulle intercettazioni. Il premier, infatti, ha dovuto accettare alcune modifiche, ma l’impianto è rimasto quello iniziale. Parallelamente Tremonti è riuscito a imporre al premier la sua manovra finanziaria, forte delle richieste provenienti dall’Europa. Da questi elementi emerge la forza, ma anche l’impotenza di questi tre protagonisti della maggioranza.

Cosa intende?

Ho l’impressione che in questa fase tutti cerchino di usare tutti, anche se Berlusconi ha dei margini superiori rispetto agli altri. Nessuno però è realmente in grado di controllare le situazioni e di indirizzarle come vorrebbe. Il risultato è una grande confusione all’interno del centrodestra, incrementata dall’inserimento di Casini, che può così giocare di sponda.

Si può parlare di riavvicinamento dei centristi nei confronti dei loro vecchi alleati?


L’Udc manda dei segnali a Berlusconi, offrendogli la possibilità di limitare lo strapotere di Tremonti. Non vedo però una strategia chiara, soltanto piccoli movimenti tattici.

A ogni riavvicinamento di Casini fa sempre seguito però l’irritazione della Lega...


 

 

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COMMENTI
11/06/2010 - Il ruolo dei Finiani (PAOLA CORRADI)

E' vero che la legge non è cambiata ma non sono assolutamente pochi i risultati raggiunti dalla componente Finiana: 1) per intercettare servono non più "evidenti indizi di colpevolezza", bensì "gravi indizi di reato" ovvero non solo chi è già evidentemente colpevole, ora si può intercettare per scoprire chi ne sia il colpevole; 2) sono stati allungati i termini per le intercettazioni, non più 75 giorni secchi ma sono possibili proroghe di 3 giorni in 3 giorni; 3) non vi è più l'obbligo della sostituzione automatica per il pm che abbia fatto dichiarazioni durante il procedimento o che abbia violato il segreto istruttorio; 4) le intercettazioni disposte per un reato potranno essere utilizzate per provarne anche un altro, ancorchè dello stesso tipo; 5) è stata cancellata l'apposizione del segreto di stato alle conversazioni degli 007, che avrebbe reso poco trasparente la ricerca della verità su fatti delittuosi importanti; 6) è stata modificata la norma che imponeva la retroattività di tutta la normativa: 7) è stato ritirato l'emendamento che imponeva la sostituzione di tutti i pm che avessero in passato fatto dichiarazioni pubbliche sui processi in corso e che avrebbe rischiato di paralizzare per mesi alcuni processi attuali; 8) non è passata la proposta che prevedeva fino a 4 anni di carcere per il giornalista che pubblicasse atti del procedimento.