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SCENARIO/ 1. Violante (Pd): un "patto" con Tremonti per una Costituzione più federalista e liberale

LucianoViolante_R375.jpg (Foto)



Tutte le Costituzioni, basti pensare a quelle di Francia, Spagna, Germania, sono nate sulla base di un compromesso tra forze alternative. L’intesa costituzionale è qualcosa di diverso, di più ampio, rispetto all’intesa di governo. A mio avviso paghiamo il fatto che alcune forze politiche giovani, come Pdl e Lega, si sentano fuori dalla storia della Costituzione Repubblicana. Ma  PdL e Lega governano il Paese e l’hanno governato per otto anni negli ultimi dieci. Non possono sentirsi estranei alla storia della Costituzione che è storia delle libertà del nostro Paese. Le responsabilità di governo comportano la necessità di riconoscersi nelle regole fondamentali del Paese.  

Berlusconi ha però annunciato anche un’“imminente” riforma della giustizia?

Non amo commentare le dichiarazioni, preferisco attendere i fatti. Mi sembra però che i paesi di tutto il mondo in questi mesi si stiano occupando della crisi. Discutiamo allora delle iniquità da correggere: perché chi ha redditi elevati non è chiamato a contribuire al risanamento dei conti del Paese, mentre vengono chiesti ulteriori sacrifici a giovani insegnanti, magari precari?

Quali sono le sue proposte?

Potrebbe servire un’imposta di scopo sui grandi patrimoni che vada a sostegno della ricerca. Non una patrimoniale generica, ma un sacrificio dei più ricchi orientato a un atto di responsabilità nei confronti  delle generazioni più giovani; sulla forza della nostra ricerca si misurerà  il futuro del Paese.

Anche il ministro Tremonti ha proposto una modifica della Costituzione...

Ha fatto bene a proporre una forte liberalizzazione delle attività economiche. Non credo però che sia necessario intervenire sull’art. 41 che già garantisce la libera iniziativa dei privati. Utile invece potrebbe essere un intervento sull’art. 118 per fissare il principio dell’autodichiarazione  e della responsabilità personale. Credo poi che si debba fissare il principio secondo il quale se la pubblica amministrazione non risponde alla richiesta del privato entro 30 giorni, il privato può comunque svolgere l’attività per la quale ha chiesto l’autorizzazione, ma è tenuto a rispettare tutte le leggi che regolano quel campo di azione. Su una materia di questo genere dovrebbe essere possibile una larga intesa anche perché il principio dell’autodichiarazione fu proposto un paio di anni fa proprio dal Ministro Bersani.

La manovra, secondo lei, rende inevitabile un rinvio dei tempi del federalismo o è possibile che tagli e riforma federale vadano di pari passo?