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SCENARIO/ 1. Violante (Pd): un "patto" con Tremonti per una Costituzione più federalista e liberale

Pubblicazione:lunedì 14 giugno 2010

LucianoViolante_R375.jpg (Foto)

«Grazie a questa Costituzione l’Italia si è risollevata dal disastro della Seconda Guerra Mondiale, è diventata uno dei grandi Paesi del mondo,  ha sconfitto il terrorismo e ha ottenuto grandi risultati nella lotta alla mafia. Considerarla un ostacolo è  sbagliato». Luciano Violante, ex Presidente della Camera e autorevole esponente del Pd, affronta con IlSussidiario.net il dibattito sulla Costituzione innescato dalle recenti dichiarazioni del premier.

Presidente, Silvio Berlusconi ha lamentato eccessivi vincoli nell’azione di governo e ha definito la Costituzione “un inferno”. Un appello del tutto inopportuno?


La storia della Costituzione Italiana è una storia di libertà, non di irragionevoli vincoli. Non so cosa non sia riuscito a fare di utile il Presidente del Consiglio per un impedimento frapposto dalla Costituzione. Io comunque sostengo da tempo le riforme  e non sono ammalato di bigottismo costituzionale. Ciò che conta è che si riformi la Costituzione secondo i suoi principi fondamentali, non contro di essi.

Al di là dello scontro politico, tra gli schieramenti c’è una condivisione di intenti in questo senso?


Su alcune proposte, come la riduzione del numero dei parlamentari, la modernizzazione delle funzioni di Camera e Senato, l’attribuzione di maggiori poteri al Presidente del Consiglio e al Parlamento nel controllo dell’attività del Governo, si registrano ampie disponibilità. Ma sinora non si va oltre le dichiarazioni di rito. E la prassi quotidiana va nella direzione opposta.

Cosa intende?

Si continuano ad affrontare questioni delicate attraverso le ordinanze assunte con i criteri della Protezione civile, nonostante gli scandali. Persiste poi il meccanismo dei maxi-emendementi, il ricorso alla fiducia e la richiesta alla maggioranza di impegnarsi a non modificare il testo nell’altro ramo del Parlamento (com’è accaduto anche in occasione del ddl sulle intercettazioni). Siamo a una sorta di monocameralismo di fatto.  Questa prassi trae origine dall’inadeguatezza delle regole. Sarebbe più serio cambiare quelle che non funzionano piuttosto che continuare ad aggirarle con procedure peggiori delle regole stesse.

Questi attacchi alla Costituzione ci dicono che il senso di quel compromesso ottenuto da comunisti e democristiani alla Costituente si è ormai perso?



 

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