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SCENARIO/ 2. La Costituzione è una scusa: l’inferno di Berlusconi viene dai mercati

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E’ questo che non si vuole dire chiaramente, così come non si vuole dire chiaramente che l’alternativa è il modello di produzione cinese in cui i prodotti costano quello che costano perchè da quelle parti di controlli e di diritti sociali non se ne parla neanche. Così come non si vuole dire chiaramente che la Cina fa "dumping" sociale nei confronti del resto del mondo, perché altrimenti le autorità cinesi si impermalosiscono e comunque qualcuno che compra sottocosto nel mondo lo si trova sempre.


Quando Tremonti veniva accusato di mercantilismo perché negli ultimi anni spingeva per l’introduzione a livello europeo di dazi sulla importazioni di merci cinesi, in fondo aveva in mente proprio questo: e cioè il fatto che è difficile competere con imprenditori che operano secondo logiche che, in Italia e in Europa, li porterebbero direttamente in galera.

 

E allora, in una situazione in cui il Governo ha le mani legate (come tutti gli altri Governi d'Europa) conviene dire che le difficoltà di crescita sono dovute a una Costituzione invecchiata che impone troppi controlli e non contiene la parola mercato. Continuando ad alimentare l’impressione che le costituzioni descrivano ancora la realtà in termini di sovranità statale e che modificata la Costituzione il mondo sarà migliore.


Siccome so che non è vero, sto cominciando a dubitare che anche Berlusconi si senta davvero all’inferno.  



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COMMENTI
16/06/2010 - le leggi e il credito (benedetto orselli)

Penso che proprio la costituzione non c'entri niente. "la libertà fiorisce meglio tra leggi cattive che tra leggi nuove" (Nicolas Gomez Dàvila) tra le cause che rendono difficile ad un impresa di lavorare e vivere in Italia, prima della prudenza dei potenziali creditori (le banche) c'è la sistematica morosità dei reali debitori (stato comuni regioni) che, grazie all'attuale ministro dell'economia, possono rinviare ancora di più i pagamenti alle imprese che per loro hanno svolto lavori. in un altro contesto ve lo immaginate un debitore (lo stato) che rimprovera qualcuno (le banche) perché non presta ai suoi creditori(le imprese che hanno eseguito per lui lavori per mi pare 40MLD di euri) i soldi che lo stato medesimo ad esse deve? se non fosse Tremonti lo ricovererebbero in manicomio. lamentarsi della Cina poi è come lamentarsi del maltempo. E' vero che fanno dumping ma cosa ci vuoi fare: ve lo immaginate che rappresaglia commerciale potrebbe scatenare in risposta ai dazi?

 
16/06/2010 - Guardi quanto è diffuso il pensiero anti stato (romano calvo)

Condivido pienamente e con viva soddisfazione il testo del suo articolo, che ricorda saggiamente i termini della questione e cioè l'impotenza degli stati europei di fronte ai mercati finanziari. James Galbraith (Le Monde diplomatique, giugno 2010), figlio del celebre John, ha recetemente scritto che gli stati europei non possono permettersi di perdere questa battaglia contro la finanza, ne va del futuro della stessa civiltà europea. Occorre reagire spendendo risorse pubbliche in beni di investimento, costruendo una fiscalità europea, utilizzando i fondi pensione europei, vietando la compravendita di CDS sul debito sovrano, facendo pagare le tasse ai ricchi, ridimensionando il potere bancario...insomma, la costituzione non c'entra nulla, come non c'entrano le intercettazioni e tanti altri diversivi. La invito però a verificare come le posizioni mercatistiche ed anti-stato siano molto ben rappresentate anche da questa testata (veda i commenti all'articolo di Bottarelli, ieri su queste pagine). romano.calvo@libero.it

 
15/06/2010 - notizie brutte e notizie belle... (massari annalisa)

Concordo con Franco Labella e mi associo ai suoi ringraziamenti. La brutta notizia di oggi è che anche il garante dell'Antitrust, che nel nostro Paese più che in altri dovrebbe essere "terzo", trova utile cambiare solo l'art 41, ma anche l'art.138 della Costituzione, donandole quella flessibilità che i Padri Costituenti le avevano, per la sua stessa sicurezza, negato. La bella notizia è che per modificare l'art.138 bisognerà seguire l'ardua procedura dell'art.138...

 
14/06/2010 - Grazie prof. Mangia (Franco Labella)

Dopo la prof.ssa Violini anche il prof. Mangia dà un grande contributo di chiarezza. Non posso che ringraziare entrambi perchè dopo la lettura dei loro articoli, almeno è chiaro di cosa si sta discutendo. Si spera che i contributi di chiarezza servano a far capire che non saranno i proclami su una Costituzione "da buttare" a cambiare in senso positivo le cose. E popolare l'inferno di falsi diavoli serve solo a provare a camuffare l'incapacità di governo delle crisi. E se magari non si fosse scelto di cancellare, dal prossimo settembre, lo studio del Diritto nelle scuole superiori riordinate dal Ministro Gelmini, anche le giovani generazioni avrebbero capito di cosa si discute. Ma si voleva, evidentemente, evitare proprio questo. Personalmente non posso che dolermene. Franco Labella