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SCENARIO/ Zanon: ecco perché il vero "bavaglio" lo hanno messo magistrati e giornalisti

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

 

 

Anche la libertà di stampa è garantita, oltre che dalla Costituzione, dai capisaldi del pensiero liberale. Bisogna però distinguere. Quello che non è pubblico o che è coperto da segreto non dovrebbe uscire dalle procure, su questo siamo d’accordo. Se esce, io comprendo che il giornalista lo pubblichi: e probabilmente si può invocare l’esimente del diritto di cronaca, ma fino a un certo punto.

 

Perché?

 

Perché anche ciò che non è più coperto da segreto, perché depositato per esempio in un’ordinanza di custodia cautelare, cosa vuol dire che è pubblico? Lo è innanzitutto per le parti del processo, ma è automaticamente e senza remore pubblicabile integralmente? Io credo di no. Qui bisognerebbe fare appello prima di tutto alla deontologia del giornalista.

 

Della deontologia però verrebbe da dire che ce ne facciamo poco: o ci sono le leggi che impediscono di fare certe cose, o l’etica professionale non basta.

 

Un momento. In presenza di un’ordinanza di custodia cautelare di mille pagine, contenente un sacco di materiale proveniente da intercettazioni e senza rilevanza processuale, io giornalista dovrei anche seguire i dettami della giurisprudenza di Cassazione sul diritto di cronaca: dovere di continenza, di veridicità, e di limitarsi a ciò che è di interesse pubblico. Su questo aspetto il ddl è un po’ carente perché usa l’accetta, dicendo che non si può pubblicare nulla fino alla chiusura delle indagini e se non per riassunto. Si potrebbe senz’altro lavorare di più sulle tecnicalità, in modo da rendere il meccanismo più aderente alla giurisprudenza della Cassazione.

 

Riservatezza, diritto di cronaca, perseguimento di reati. Come mai è così difficile in questo frangente trovare un bilanciamento equilibrato?

 

Perché in tutti manca una forte deontologia professionale. Sono convinto che se questa fosse più solida, nel magistrato e nel giornalista, non avremmo bisogno di norme che appaiono più o meno giustamente costrittive e ingiustamente forti. Prendiamo il giudice e il pm. Capisco che ci sono esigenze processuali che obbligano a riversare sui brogliacci tutto quello che risulta dalle intercettazioni. Chi scrive questi atti/ordinanze dovrebbe essere indotto a metterci solo ciò che è strettamente inerente alle accuse e non alla vita privata. Anche il giornalista dovrebbe sapere autonomamente ciò che è pubblicabile e ciò che non lo è, senza bisogno di farselo dire da una norma. Purtroppo al punto in cui siamo arrivati quel «dovrebbe» non basta più.

 

Berlusconi ha denunciato una mancanza di poteri nell’attività di governo. Cosa ne pensa?

 

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COMMENTI
15/06/2010 - ...certi magistrati ...e certi giornalisti (ENRICO Semeria)

---quello che sanno fare e non sanno fare certi magistrati lo si vede ogni giorno che costoro si mettono in pubblico per emergere dal mare di carte, che dovrebbero rimanere segrete,..magari anche per aprirsi una strada in politica..poi vi è una certa categoria di pennivendoli che ama rimestare nei fatti altrui cercando di far emergere il torbido anche dove non c'è...con lo scopo di crearsi una notorietà...danneggiando il prossimo...questi stercorari dovrebbero sparire dalla vita civile....

 
15/06/2010 - Parlamento infinito (Giovanni Menegatti)

In questi tempi che viviamo, tutto corre veloce, la concorrenza dei mercati internazionali impone a tutti di velocizzare tutto, anche le scelte economiche del governo del paese. Ma qualsiasi cosa che si faccia, in parlamento tutto si rallenta con la scusa che bisogna discutere profondamente e intanto passano i mesi gli anni e poi magari viene fuori una cosa che non serve più a nessuno. Anche questo decreto itercettazioni secondo me non servira a niente se non si scrive chiaramente che chi fa uscire le notizie che dovrebbero essere riservate, deve andare in galera anche se sono dei magistrati. Purtroppo in Italia abbiamo la casta oltre ai politici quella di alcuni magistrati che si credono intoccabili e infallibili, e credo che la maggior parte delle itercettazioni siano date in pasto alla stampa proprio da loro con il proposito di distuggere i personaggi a loro scomodi. Abusando di questo si fanno pubblicità mediatica e avendo visto i precedenti casi Di Pietro De Magistris e altri per fare il salto in politica.