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MANOVRA/ 1. Il costituzionalista: fa fuori l’autonomia delle Regioni, Formigoni ha ragione

Pubblicazione:mercoledì 16 giugno 2010

Beniamino Caravita (Foto: Imagoeconomica) Beniamino Caravita (Foto: Imagoeconomica)

La manovra economica del governo è a rischio di incostituzionalità, sostiene il governatore lombardo Roberto Formigoni. «È un’ipotesi che potrebbe trovare un suo fondamento», sostiene il professor Beniamino Caravita di Toritto, docente ordinario di diritto pubblico all’università La Sapienza di Roma e tra i maggiori costituzionalisti italiani. Sono tre i punti che l’avvocato Caravita sottolinea.

 

«Il primo è la drammaticità della situazione: una crisi allo stesso tempo economica, finanziaria e istituzionale che coinvolge l’intera architettura europea. Da un lato gli interventi dei singoli stati sono necessari, dall’altro però si rivelano insufficienti nell’ambito di un più vasto coordinamento europeo», dice il professore, che è consulente legislativo di alcune regioni tra cui la stessa Lombardia.

 

Il secondo aspetto è «l’enorme difficoltà di far funzionare il sistema istituzionale italiano se non si coinvolge nel processo decisionale il sistema delle autonomie regionali e locali». Gli enti periferici rappresentano il 30-40 per cento della spesa pubblica e non è pensabile, è il pensiero di Caravita, che subiscano tagli consistenti senza essere consultati. «Bisogna istituzionalizzare con rapidità un tavolo di confronto soprattutto con le regioni, dando corpo a un meccanismo permanente di consultazione».

 

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