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Politica

MANOVRA/ Formigoni: quella di Tremonti è incostituzionale, ecco la mia contro-manovra

Roberto Formigoni (Foto: Imagoeconomica)Roberto Formigoni (Foto: Imagoeconomica)

 

Quello è il passaggio successivo e sacrosanto. È un capitolo che ho aperto io e che ritengo fondamentale. Adesso però stiamo ragionando come comparto regioni. Nel documento, comunque, abbiamo voluto mettere nero su bianco la necessità di distinguere tra comportamenti virtuosi e viziosi. Aggiungo: bisogna valorizzare i cammini di virtuosità che stanno iniziando, nonostante i vizi pregressi.

 

 

Cosa intende?

 

Bisogna tenere conto del fatto che le nuove amministrazioni sono state elette e hanno potuto mettersi al lavoro da pochissimo tempo. Chi eredita un vizio pregresso spaventoso e inizia un lavoro di risanamento deve essere aiutato. Ed è quello che sta accadendo ad esempio nella Regione Lazio.

 

 

Le regioni virtuose, come sottolineava Luca Ricolfi, rischiano però di risentire maggiormente di questi tagli. È come se le formiche pagassero alla fine molto più delle cicale…

 

Ricolfi ha ragione. Chi come, la Lombardia, ha ridotto all’osso gli sprechi, davanti a tagli orizzontali verrebbe penalizzato. Non è equo un taglio del 50% sulle auto blu che colpisca allo stesso modo chi in questi anni le ha ridotte del 90% e chi non ha fatto nulla in questo senso. È un aspetto su cui riflettere soprattutto se parliamo di Sanità e di servizi ai cittadini.

 

 

Lei ieri ha aggiunto un ulteriore motivo di critica, parlando addirittura di “manovra incostituzionale”. Che scenari si aprono a questo punto?

 

E’ una critica giusta che vale per un passaggio importante, ma rimane pur sempre un passaggio. Per la precisione quello in cui il governo impone dei tagli per alcune funzioni che il governo stesso ci ha trasferito. Un esempio: il trasporto pubblico locale viene esercitato su incarico del governo. Ci viene lasciata la funzione, ma viene imposto un taglio. È la Corte Costituzionale a definire come incostituzionale questo atteggiamento.

 

 

Se la manovra dovesse rimanere quella che viene presentata quali conseguenze ci sarebbero? La Regione Lombardia sarebbe costretta a tagliare servizi?

 


COMMENTI
16/06/2010 - modifiche in senso sociale (LUISA TAVECCHIA)

Secondo i Presidenti delle regioni le stesse vengono lasciate ''a secco'' Governo centralista che parla di federalismo. Non capisco come la Lega dica che tutto va bene, quando con questa manovra sono proprio i cittadini delle regioni ad essere colpiti. Anche il Presidente della Lombardia ha detto cose sensate. Ma l'auspicio non basta, serve solo a non affrontare i problemi, mi chedo ma quali progetti vuole mettere in campo?? In questa manovara la famiglia va salvaguardata (come dice Mons-.Bagnasco) un single non è uguale a chi ha famiglia e figli.Bisogno modificare in senso sociale il provvedimento non in modo orizzontale. Grazie luisa

 
16/06/2010 - E il dialogo istituzionale? (carlo boccola)

La cosa che mi fa veramente riflettere su questo Paese governato alla Pulcinella è la totale discrepanza tra istituzioni, in questo caso Governo e Regioni. Un ministro vara una manovra che interessa tutti e non invita le regioni per capire cosa ne pensano i Presidenti delle regioni prima di varare una simile tassa sul Paese? Adesso ci vengono a dire che le regioni ci aumenteranno le tasse. Come dire , si paga due volte?. Scusate la mia Ignoranza, ma il governo mi taglia o aumenta la spesa...la regione mi fa pagare quello che il governo mi ha già tolto? O capito bene? Ma le autonomie regionali a cosa servono?

 
16/06/2010 - altre cose che non vanno in questa manovra (MICHELE GRILANDA)

Un plauso all'azione del Presidente della Lombardia che mette in evidenza in particolare le questioni che riguardano le Regioni. Ma c'è dell'altro che non può essere compatibile con tutto ciò che si va dicendo in questi giorni in merito alla libertà di impresa. Il pacchetto di normative fiscali se condivisibile nel fine di contrastare l'evasione non può essere considerato compatibile con una visione liberale dell'attività di impresa. Per rincorrere gli evasori si continuano a mettere in campo azioni che pongono a carico delle imprese ulteriori balzelli e adempimenti burocratici che colpiscono alla fine i contribuenti regolari innanzitutto, poi, forse, anche gli altri. Senza considerare che dal 2011, secondo la manovra, sarà praticamente impossibile per ogni impresa difendersi dalle pretese avanzate dal fisco in sede di accertamento anche quando fondatamente illegittime.

 
16/06/2010 - GOVERNO DI UNO STATO CENTRALISTA E MINISTERIALE? (bruno angelini)

"Chi ha paura di una generazione delle cose dal basso, prima di tutto è ben lontano dal conoscere il principio di sussidiarietà e, in secondo luogo, è contraddistinto da un solo timore: quello di non aver possesso della situazione. Per questo è estremamente seccante una presenza sociale forte per il centralismo burocratico che oggi tende a determinare ogni tipo di istituzione. La caratteristica principale del centralismo burocratico è quella di costruire a tavolino programmi e strategie per poi “giacere” tranquillamente sulla funzionalizzazione di tutto a questi programmi. Preoccupazione di ottenere un consenso sullo status quo raggiunto". (don Giussani) Presidente Berlusconi! Può risparmiare a questo paese un Governo socialdemocratico statalista, massonico autoritario,tecnocratico centralista ed una Pubblica Amministrazione ministeriale e burocratica. Non ci deluda: vorremmo poter continure ad avere fiducia ed un pò di speranza. (bruno angelini Rimini)