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MANOVRA/ Formigoni: quella di Tremonti è incostituzionale, ecco la mia contro-manovra

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Roberto Formigoni (Foto: Imagoeconomica)  Roberto Formigoni (Foto: Imagoeconomica)

 

Preferisco evitare simulazioni, perché non siamo ancora a questo punto. Siamo all’inizio di un percorso di confronto con il governo. Detto questo è chiaro che se il taglio sui trasporti pubblici sarà di un terzo vorrà dire che un treno pendolare su tre verrà soppresso, così come per gli autobus. Ma ripeto, non siamo ancora arrivati a questo punto.

 

 

Il federalismo sembra però messo in discussione?

 

Lo scriviamo a chiare lettere nel documento. Tutti, compresi i leghisti, siamo preoccupati perché questa manovra mette in serio pericolo il federalismo fiscale. Noi lo vogliamo, siamo federalisti, e invitiamo il governo a rispettare la Legge 42 che istituisce il federalismo fiscale, essenziale al Paese.

 

 

Su questo punto come si spiega il silenzio della Lega nella critica alla manovra. Lo stesso Presidente Cota, dopo aver firmato il documento, ha provato un timido passo indietro…

 

Guardi, più che le parole valgono le firme. Il documento è stato rivisto parola per parola e sottoscritto da tutti. Le dichiarazioni poi possono anche variare.

 

 

Sul tema delle province è ancora in corso un dibattito sulla loro possibile soppressione. Come la pensa in proposito?

 

Secondo me è assurdo stabilire un limite quantitativo sotto cui tagliare. Puniamo invece chi non rispetta il patto di stabilità. Questo però deve valore per tutti, anche per lo Stato. I ministeri stessi devono rispettare il patto di stabilità, cosa che oggi non avviene.

 

 

Alla luce delle problematiche che ha descritto rimane fiducioso riguardo alla trattativa con il Governo?

 

Assolutamente sì. Ne discuteremo come abbiamo sempre fatto. Non è la prima volta, pensiamo ad esempio alla contrattazione durissima sugli agli ammortizzatori sociali e al risultato straordinario che ne è scaturito. La manovra è doverosa, ma così non va bene. Lo stesso Presidente del Consiglio lo ha detto, i totali vanno salvaguardati, ma sulle modalità si può discutere.

(Carlo Melato)
 



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COMMENTI
16/06/2010 - modifiche in senso sociale (LUISA TAVECCHIA)

Secondo i Presidenti delle regioni le stesse vengono lasciate ''a secco'' Governo centralista che parla di federalismo. Non capisco come la Lega dica che tutto va bene, quando con questa manovra sono proprio i cittadini delle regioni ad essere colpiti. Anche il Presidente della Lombardia ha detto cose sensate. Ma l'auspicio non basta, serve solo a non affrontare i problemi, mi chedo ma quali progetti vuole mettere in campo?? In questa manovara la famiglia va salvaguardata (come dice Mons-.Bagnasco) un single non è uguale a chi ha famiglia e figli.Bisogno modificare in senso sociale il provvedimento non in modo orizzontale. Grazie luisa

 
16/06/2010 - E il dialogo istituzionale? (carlo boccola)

La cosa che mi fa veramente riflettere su questo Paese governato alla Pulcinella è la totale discrepanza tra istituzioni, in questo caso Governo e Regioni. Un ministro vara una manovra che interessa tutti e non invita le regioni per capire cosa ne pensano i Presidenti delle regioni prima di varare una simile tassa sul Paese? Adesso ci vengono a dire che le regioni ci aumenteranno le tasse. Come dire , si paga due volte?. Scusate la mia Ignoranza, ma il governo mi taglia o aumenta la spesa...la regione mi fa pagare quello che il governo mi ha già tolto? O capito bene? Ma le autonomie regionali a cosa servono?

 
16/06/2010 - altre cose che non vanno in questa manovra (MICHELE GRILANDA)

Un plauso all'azione del Presidente della Lombardia che mette in evidenza in particolare le questioni che riguardano le Regioni. Ma c'è dell'altro che non può essere compatibile con tutto ciò che si va dicendo in questi giorni in merito alla libertà di impresa. Il pacchetto di normative fiscali se condivisibile nel fine di contrastare l'evasione non può essere considerato compatibile con una visione liberale dell'attività di impresa. Per rincorrere gli evasori si continuano a mettere in campo azioni che pongono a carico delle imprese ulteriori balzelli e adempimenti burocratici che colpiscono alla fine i contribuenti regolari innanzitutto, poi, forse, anche gli altri. Senza considerare che dal 2011, secondo la manovra, sarà praticamente impossibile per ogni impresa difendersi dalle pretese avanzate dal fisco in sede di accertamento anche quando fondatamente illegittime.

 
16/06/2010 - GOVERNO DI UNO STATO CENTRALISTA E MINISTERIALE? (bruno angelini)

"Chi ha paura di una generazione delle cose dal basso, prima di tutto è ben lontano dal conoscere il principio di sussidiarietà e, in secondo luogo, è contraddistinto da un solo timore: quello di non aver possesso della situazione. Per questo è estremamente seccante una presenza sociale forte per il centralismo burocratico che oggi tende a determinare ogni tipo di istituzione. La caratteristica principale del centralismo burocratico è quella di costruire a tavolino programmi e strategie per poi “giacere” tranquillamente sulla funzionalizzazione di tutto a questi programmi. Preoccupazione di ottenere un consenso sullo status quo raggiunto". (don Giussani) Presidente Berlusconi! Può risparmiare a questo paese un Governo socialdemocratico statalista, massonico autoritario,tecnocratico centralista ed una Pubblica Amministrazione ministeriale e burocratica. Non ci deluda: vorremmo poter continure ad avere fiducia ed un pò di speranza. (bruno angelini Rimini)