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SCENARIO/ Zaia (Lega): caro Formigoni, la manovra va cambiata, ma il federalismo è salvo

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Mi sembra una proposta sacrosanta, ma è giunto anche il momento di introdurre, finalmente, il principio dei costi standard, abbandonando i vecchi criteri della spesa storica. Se si chiedono nuovi tagli alle regioni virtuose, come ad esempio il Veneto e la Lombardia, si rischia di scendere al di sotto della soglia di sostenibilità della vita amministrativa, perché lo spreco è già stato ridotto al minimo. Da altre parti, invece, i tagli potrebbero favorire lo snellimento la razionalizzazione delle amministrazioni. Se si entra nella logica dei costi standard chi spende subito e male la paghetta settimanale dovrà iniziare ad arrangiarsi.

Seguendo il suo suggerimento, la Manovra, se corretta, potrebbe essere uno stimolo verso la riforma federale. Su questo c’è la disponibilità di tutti i presidenti, al di là delle appartenenze politiche o del “grado di virtuosità”?

Non ci sono passi indietro, né polemiche tra i governatori. Il documento è stato firmato da tutti. Personalmente lo confermo del tutto e, ribadisco, più che parlare di federalismo affronta in maniera concreta le problematiche dei tagli.

È fiducioso riguardo alla trattativa con il Governo. Ha già sentito Umberto Bossi su questo?

Il segretario federale conosce benissimo la questione. Sono assolutamente fiducioso. Teniamo anche conto che siamo solo all’inizio della discussione e che la manovra passerà comunque in Parlamento con la fiducia e con un maxiemendamento. Entro la giornata di oggi, infatti, bisognerà presentare tutti gli emendamenti.

Se la Manovra invece rimanesse così com’è non ci sarebbero alternative al taglio dei servizi per i cittadini?


 
 


COMMENTI
20/06/2010 - Ancora la solita solfa... (Lorenzo ROMANO)

Si continua con l'aumento delle tasse, con la mancanza di una vera pianificazione industriale nazionale, con i condoni (legalizzare l’illegalità a scapito dei fessi onesti cittadini!) col "litigismo politico" ed adesso si aggiungono anche le velleità leghiste. E intanto Marchionne se ne va all’estero (ha le sue validissime ragioni). Che ne rimane dell’Italia senza la Fiat, ormai senza l’Olivetti, senza la Zanussi e senza tutte quelle grandi Aziende (A maiuscola) che hanno fatto grande l’Italia di un tempo? Colpa dei Governi di centro e di centro sinistra di un tempo, colpa dei sindacati? E’ sicuro ma ora è necessario correggere il tiro e non mi sembra che il “politichese” di oggi sia razionalmente corretto: si parla di recupero di risorse, di necessità impellenti per evitare il peggio ma nel contempo si impone “ognuno per sé, Dio per tutti” nel nome di un’impossibile ripresa economica basata sull’aumento del tassabile e sull’impostazione di una politica che strisciando, strisciando si scopre di pura marca separatista. E i progetti industriali dove stanno? Il nucleare dov’è finito? La Tav, il Ponte e tutte le grandi opere? Ma soprattutto a cosa serve recuperare 25MLD se poi, col conseguente “strizzamento” della popolazione e della produzione le cose peggioreranno? Cari Ministri, il capitalismo è una grande cosa ma bisogna saperci giocherellare! Avete bisogno di consigli sul da farsi? Sapete, noi non più belli, non più giovani ma un po’ più concreti possiamo regalarveli.