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Politica

SCENARIO/ Zaia (Lega): caro Formigoni, la manovra va cambiata, ma il federalismo è salvo

Nel documento firmato dai governatori, la Manovra Tremonti viene dichiarata "irricevibile". LUCA ZAIA, ne ha discusso con IlSussidiario.net

ZaiaLuca_R375.jpg(Foto)

Nel documento firmato all’unanimità dai governatori, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha bollato come “irricevibile” la Manovra Tremonti. Le regioni non hanno lamentato soltanto un carico del 40% dell’intera manovra sulle proprie spalle e un’“assenza di coinvolgimento” nella definizione dei tagli e della loro entità, ma anche una preoccupante riduzione dei margini di riforma del federalismo fiscale. A guidare la protesta Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, secondo cui «i tagli riguardano in minima parte lo Stato e i ministeri (solo l’1,2%), ma rischiano di ammazzare le Regioni». Più defilata la Lega Nord, secondo alcuni commentatori “eccessivamente silenziosa” e allineata al ministro dell’Economia, anche se il documento porta la firma di due leghisti come Roberto Cota, presidente del Piemonte, e Luca Zaia, governatore del Veneto, che ha spiegato il suo punto di vista a IlSussidiario.net.

Presidente, il dibattito è aperto: questa manovra rischia davvero di far morire il federalismo ancor prima di nascere?


Andiamo per gradi, il documento non dice proprio questo. Innanzitutto con grande senso di responsabilità i presidenti ribadiscono la loro disponibilità a partecipare al risanamento dei conti dello Stato e al recupero dei famosi 25 miliardi di euro. Detto questo, chiedono un confronto costruttivo con il Governo perché questa Manovra, così com’è, mette le Regioni in grandissima difficoltà. Ora bisogna trovare una soluzione. Questa è la realtà, il resto sono polemiche inutili.

Nessun rischio quindi per il federalismo?

Le rispondo con le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: il federalismo non è più una scelta, è una necessità, una vera assunzione di responsabilità in un momento storico in cui i conti dello Stato versano in condizioni disastrose. Non si può rinviare per nessun motivo, per questo, come minimo punto di partenza, è giusto che si chieda un’assunzione di responsabilità da parte di tutti.

Si riferisce a una distribuzione dei sacrifici più equa che veda in prima linea i ministeri?



 


COMMENTI
20/06/2010 - Ancora la solita solfa... (Lorenzo ROMANO)

Si continua con l'aumento delle tasse, con la mancanza di una vera pianificazione industriale nazionale, con i condoni (legalizzare l’illegalità a scapito dei fessi onesti cittadini!) col "litigismo politico" ed adesso si aggiungono anche le velleità leghiste. E intanto Marchionne se ne va all’estero (ha le sue validissime ragioni). Che ne rimane dell’Italia senza la Fiat, ormai senza l’Olivetti, senza la Zanussi e senza tutte quelle grandi Aziende (A maiuscola) che hanno fatto grande l’Italia di un tempo? Colpa dei Governi di centro e di centro sinistra di un tempo, colpa dei sindacati? E’ sicuro ma ora è necessario correggere il tiro e non mi sembra che il “politichese” di oggi sia razionalmente corretto: si parla di recupero di risorse, di necessità impellenti per evitare il peggio ma nel contempo si impone “ognuno per sé, Dio per tutti” nel nome di un’impossibile ripresa economica basata sull’aumento del tassabile e sull’impostazione di una politica che strisciando, strisciando si scopre di pura marca separatista. E i progetti industriali dove stanno? Il nucleare dov’è finito? La Tav, il Ponte e tutte le grandi opere? Ma soprattutto a cosa serve recuperare 25MLD se poi, col conseguente “strizzamento” della popolazione e della produzione le cose peggioreranno? Cari Ministri, il capitalismo è una grande cosa ma bisogna saperci giocherellare! Avete bisogno di consigli sul da farsi? Sapete, noi non più belli, non più giovani ma un po’ più concreti possiamo regalarveli.