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MASSONERIA E POLITICA / Polemiche all’interno di Pd e Pdl sui politici nelle società segrete

Klaus Davi e Giorgio Stracquadanio Klaus Davi e Giorgio Stracquadanio

 

SITUAZIONI POCO CHIARE – Le presunte sovrapposizioni tra massoneria e politica preoccupano anche Gero Grassi: «Lasciar passare il messaggio che alcuni iscritti al Pd possano avere simpatia per associazioni segrete – afferma il politico – metterebbe in discussione tante battaglie sociali che oggi il Pd sta affrontando con determinazione. Trascinare nel tempo le situazioni poco chiare non giova al partito, non giova ai cittadini che da quel partito vogliono essere rappresentati nelle sedi istituzionali».

 

NESSUNA INCERTEZZA - Anche un altro politico del Pd, Giorgio Merlo, vorrebbe che ci si attenesse rigidamente allo statuto del partito: «Il capitolo di eventuali iscritti al Pd appartenenti alla massoneria - dice - non può esistere perché il partito è un organismo trasparente che non può tollerare tra le sue fila esponenti abituati al nascondimento pubblico. Credo che non ci sia nessuno nel Pd, a cominciare dal segretario nazionale sino all’ultimo segretario di circolo, che possa essere titubante su questo versante».

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