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SCENARIO/ Boccia (Pd): la nostra manovra contro i "giochetti" di Tremonti

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Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

La richiesta di Formigoni è razionale, ma andrebbe inserita come principio al tavolo sul federalismo fiscale. In tale riforma infatti è insito il meccanismo di premiare i virtuosi. Applicarlo oggi anche alla manovra correttiva può avere senso fino a un certo punto. Chiederei a Formigoni di essere collaborativo, come lo è stato spesso sul tavolo delle riforme, in modo da portare in porto al più presto la riforma delle entrate fiscali locali. Noi del Pd proporremo poi l’istituzione di un albo (o meglio di un casellario) in cui iscrivere i nomi di sindaci, presidenti di Province e Regioni, assessori che mandano in dissesto i conti, in modo che non possano essere più ricandidabili.

 

Tornando alla manovra, c’è da dire che non contiene solo tagli alle Regioni, ma anche alla Pubblica amministrazione.

 

Contestiamo la logica anche di questa parte del decreto legge. Siamo passati dai tetti imposti dal Governo Prodi ai tagli trasversali. E questi colpiscono i dipendenti pubblici e i funzionari con il blocco degli aumenti degli stipendi, mentre non si interviene sui più alti dirigenti ministeriali che magari guadagnano cifre superiori al milione di euro. Si tratta quindi di un provvedimento iniquo. Gli alti dirigenti non dovrebbero guadagnare più di 500.000 euro, che mi sembra una cifra più che sufficiente.

 

Mi par di capire che la vostra proposta sia quella di distribuire più equamente il carico dei 25 miliardi di euro della manovra.

 

La nostra proposta è una grande sfida al Governo. C’è una lista molto corposa di provvedimenti che consentono una nuova redistribuzione delle risorse e dei redditi nel paese. Chiediamo, per esempio, di far pagare le concessioni pubbliche sul digitale terrestre, che oggi sono gratuite. Vorremmo anche intervenire sul sistema fiscale.

 

Dove in particolare?

 

Vorremmo partire delle rendite finanziarie, escludendo i Bot. Vogliamo infatti portare al 20% l’imposta per gli speculatori, quelli che fanno transazioni da milioni di euro e le chiudono magari in un solo giorno, pagando solo il 12,5% di tasse. Questa è una vergogna, soprattutto se pensiamo all’economia reale, al fatto che un artigiano versa all’erario il 43 % di quel che guadagna dopo aver comprare le materie prime e i macchinari per trasformarle in prodotti. Senza dimenticare che spesso vi sono lunghi tempi di attesa per i pagamenti dei clienti.

 

Avete in mente anche di intervenire sul cuneo fiscale per i redditi da lavoro dipendente?

 

Noi chiediamo la decontribuzione nei prossimi due anni per tutte le imprese che assumeranno disoccupati, i quali, del resto, se rimanessero senza lavoro non genererebbero comunque gettito. Ci sembra anche un buon incentivo alle imprese per assumere a tempo indeterminato, creando un ciclo positivo.

 

Tra le vostre proposte c’è anche quella di un nuovo pacchetto di liberalizzazioni. Di che cosa si tratta in particolare?

 

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