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SCENARIO/ Boccia (Pd): la nostra manovra contro i "giochetti" di Tremonti

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

In questo campo abbiamo fatto sette proposte. Si va da quelle sui carburanti (per smontare l’oligopolio dei produttori e dei distributori), alla vendita anche fuori dalle farmacie dei medicinali di fascia C (come fatto per quelli di fascia A e B dalle precedenti liberalizzazioni di Bersani), alle autocertificazioni, alla separazione della proprietà della rete gas (Snam) da Eni. Tutti provvedimenti che non hanno necessità di copertura. Si tratta di dare vantaggi a consumatori e cittadini, chiedendo invece ad alcune categorie di rimboccarsi le maniche, come stanno facendo i lavoratori dipendenti delle piccole imprese.

 

C’è stata qualche polemica, per quanto riguarda la manovra, per la mancata abolizione delle province. Che posizione avete su questo tema?

 

Come ha spiegato Bersani, possiamo iniziare ad abolire le province nelle città metropolitane, poi possiamo definire una riforma: se riteniamo che le funzioni delle province siano inutili, possiamo spostare alcuni servizi a livello comunale. Ci sembra comunque che fissare dei criteri legati al numero di abitanti non sia ottimale. Crediamo che sia in ogni caso utile mantenere i confini amministrativi, perché in alcuni casi costituiscono anche un confine identitario (basti pensare a quanto avviene in Toscana per Pisa e Livorno) forte per i cittadini. Anziché affidare l’amministrazione a organi elettivi, si potrebbero studiare degli enti di secondo livello, in modo da ridurre i costi della politica.

 

Questo nuovo disegno sembra riproporre l’immagine di un Pd riformista. Una caratteristica che sembrava persa in questi primi due anni.

 

Sì. Bersani stesso ha chiesto di riformare il paese dalle sue fondamenta, mantenendo ferma una rotta, che è quella della coesione sociale tra le diverse generazioni, tra le diverse forze del Paese.

 

Avete già parlato con le altre forze di opposizione di questi provvedimenti o intendente portarli avanti da soli?

 

Bersani è stato chiaro: noi non parleremo mai male delle altre opposizioni, ma non gli consentiremo più di attaccare il Pd. Questa “contro-manovra” è una proposta del Pd, se loro vogliono parlare di contenuti, di cambiamento del paese, sono i benvenuti. Se pensano di sopravvivere cercando di togliere voti a noi, troveranno un Pd durissimo. Mi riferisco soprattutto all’Italia dei Valori e a Sinistra ecologia e libertà che in questi giorni, più che fare proposte, si sono preoccupate di dimostrare di essere più opposizione di noi. Non è facendo la gara delle opposizioni che si crea l’alternativa alla destra. Lo si fa proponendo (come stiamo facendo noi) un’idea alternativa di società. Di certo penso che la proposta sulla tassazione delle rendite finanziarie troverà d’accordo in parlamento Udc e Idv. Altre proposte possono diventare terreno di confronto nei prossimi giorni.

 

Queste proposte si tradurranno in emendamenti al decreto legge del Governo in sede parlamentare?

 

Si tratta di emendamenti che sono già stati presentati al Senato. In funzione di come si muoverà il Governo decideremo la strategia da adottare alla Camera.

 

E se il Governo porrà la fiducia sul provvedimento?

 

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