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Politica

SCENARIO/ Boccia (Pd): la nostra manovra contro i "giochetti" di Tremonti

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Noi vogliamo discutere in Parlamento e speriamo che la fiducia non venga posta. In ogni caso, se questa verrà messa sarà per via delle divisioni interne alla maggioranza, che ha già presentato più emendamenti di noi. Noi chiederemo al governo di credere alla nostra disponibilità e siamo disposti a garantire i tempi della discussione per la conversione del decreto.

 

Immagino che siate contrari alla proposta di revisione costituzionale degli articoli 41 e 118 di cui il governo si sta occupando...

 

Lei ha mai visto un italiano che di fronte al problema che ha ogni mattina, magari quello di trovare un lavoro, si preoccupa dell’articolo 41 della Costituzione? Francamente, non si mangia con l’articolo 41 della Costituzione. E lo stesso si può dire anche per un artigiano che vorrebbe sapere solamente come non essere vessato dallo Stato quando svolge la sua attività.

 

Sabato Bersani ha detto che parte della classe dirigente non ha mai prestato attenzione alle proposte del Pd fatte in questi due anni, preferendo dare credito alle “mille balle azzurre” di Berlusconi. A chi si riferiva il vostro segretario?

 

A tutti coloro che si sono conformati a un certo modo di vedere la vita, l’Italia, la società. Si tratta sia di alcune associazioni datoriali che di parti del mondo dell’editoria, non solo quella legata alla famiglia Berlusconi, ma anche quella che passa per libera, ma poi si conforma. Ci sono anche intellettuali che in questi anni hanno girato la testa dall’altra parte, anche nel mondo della sinistra.

 

Domani a Pomigliano d’Arco si terrà il referendum tra i lavoratori riguardo il contratto proposto da Fiat. Pensate che questo tipo di accordo debba restare un caso isolato o che possa essere preso come modello da altre aziende italiane?

 

Deve rimanere un caso isolato se le imprese pensano di utilizzare solo quel tipo di turni, di ritmi, di pause, di analisi della malattia. Può invece diventare un modello se le grandi imprese faranno quello che sta facendo Fiat: nuovi investimenti e rilocalizzazione delle produzioni in Italia. Quando si chiedono dei sacrifici ai lavoratori, bisogna dare loro in cambio garanzie e certezze sul futuro, come sta appunto avvenendo a Pomigliano d’Arco, dove verrà riportata dalla Polonia la produzione della Panda.

 

La vicenda di Pomigliano ha anche mostrato una divisione in seno al fronte sindacale.

 

Penso che sulla vicenda di Pomigliano la Fiom abbia fatto una strumentalizzazione inopportuna. Per fortuna, la Cgil con grande intelligenza ha deciso di appoggiare il sì al referendum che si terrà tra i lavoratori.

 

(Lorenzo Torrisi)

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