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SCENARIO/ 1. Sapelli: non sarà questa "manovrina" a rovinare un federalismo che non c’è

Pubblicazione:mercoledì 23 giugno 2010

U. Bossi e R. Formigoni (Imagoeconomica) U. Bossi e R. Formigoni (Imagoeconomica)

Continua il conflitto tra le Regioni e Tremonti sui tagli da mettere in manovra. Per un attimo si è parlato del rischio di un nuovo condono, subito smentito e rientrato. Il nuovo ministero per l’attuazione del federalismo, con delega ad Aldo Brancher, ha creato smarrimento perfino nel Pdl. Cosa sta accadendo nel governo? Giulio Sapelli, economista, misura la «temperatura» della maggioranza, a cominciare dal dibattito sul federalismo.

 

Pare che Tremonti sia disponibile a rimettere mano ai tagli in modo da premiare le regioni più virtuose. Ma è vero che la manovra metterebbe a rischio il federalismo?

 

In teoria sappiamo tutti che cos’è il federalismo ma in pratica non sappiamo ancora dove stia di casa. Non possono saperlo né le Regioni né il governo, almeno fino a che non avremo l’elaborazione dei costi standard, una comparazione esaustiva delle entrate fiscali e delle spese regione per regione, e infine l’entità del trasferimento solidale che si dovrà fare per alcuni anni alle Regioni che non potranno sostenere da sole l’autonomia, dati i costi standard e i limiti di spesa prefissati.

 

In altre parole, professore?

 

In altre parole, se mettiamo insieme i calcoli di Luca Ricolfi e lo schema teorico di Luca Antonini abbiamo già nei conti e nel modello che cosa sarà il federalismo. Ma non basta, perché serve una decisione politica: quella sul fondo di trasferimento. Se non si fa questo, la fatidica data del 30 giugno prevista come termine per i decreti attuativi sarà semplicemente un giorno come un altro.

 

È giusta la critica di chi dice, in primis i governatori, che la manovra è sbilanciata perché interviene quasi esclusivamente sugli enti locali?

 

No, mi spiace. Gli enti locali sono stati la più grande fonte di spesa in questi ultimi anni. E poi si parla di enti locali, ma occorre distinguere. Le Regioni non sono enti locali ma neo-stati centrali, parliamoci chiaro.

 

Perche neo-stati centrali?

 

Tutte le Regioni oggi sono piccoli stati territoriali. Col federalismo non avremo lo stato delle autonomie, ma lo stato regionale.

 

Lo spieghi al lettore.

 

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