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SCENARIO/ 2. L’"overdose" di regole si combatte solo cambiando la Costituzione

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Sul versante delle imprese è illuminante leggere il libro scritto da Luigi Furini Volevo solo vendere la pizza dove racconta una storia di opprimente dittatura della burocrazia. D’altra parte nel nostro Paese per avviare un’officina di autoriparazioni occorre sottostare a 76 adempimenti e contattare 18 uffici, per una lavanderia ne occorrono 68 e 20. Libera nos! Una situazione di queste proporzioni ha evidentemente un presupposto ideologico alla sua base: la Fondazione per la Sussidiarietà lo denuncia da tempo. Giustamente quindi Tremonti propone di superare Hobbes per tornare verso un’antropologia positiva, citando al riguardo la concezione di Sant’Agostino di una socialità originaria, di una civitas primaria.

 

L’ordine sociale di cui parla Agostino nasce dalla socialità propria della natura umana; è un ordine che ha una sua bellezza propria (Agostino, De vera religione 26, 48: «…Habet quippe et ipse modum quemdam pulchritudinis suae»). Non nasce dal peccato originale l’ordine della società; è ferito, come ogni dimensione umana, dal peccato, ma nasce dalla natura umana creata buona da Dio, piena di desiderio e di esigenza di socialità.

 

Considerata quindi la gravità del problema in termini della necessità di restituire competitività al nostro sistema, considerata inoltre la resistenza che da decenni si è formata su questo e la barriere talebane che tante amministrazioni pongono sul punto, la proposta di una modifica costituzionale appare davvero l’unico antidoto alla patologia italiana.


E’ sensatissimo dire che bisogna agire proprio a livello del Patto costituzionale per fronteggiare la situazione che si è creata, per cambiare orizzonte e aprire una nuova prospettiva, vincolando costituzionalmente sul punto tutti i complicatori hobbesiani. Non si tratta di snaturare i valori della Costituzione, si tratta di aggiornarla: è vero, come ha scritto Onida, che nessuna legge di semplificazione è stata impedita dall’attuale art. 41 della Costituzione, ma è anche vero, come scrive Tremonti, che in base alla formulazione attuale nessuna legge di complicazione ha mai subito una censura di incostituzionalità. 

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