BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 2. L’"overdose" di regole si combatte solo cambiando la Costituzione

Pubblicazione:lunedì 28 giugno 2010

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Il recente intervento del ministro Tremonti su Il Sole24 Ore del 26 giugno 2010 in tema di libertà di impresa individua una delle più gravi patologie italiane e ne indovina la terapia. La indovina in merito al presupposto e alla sintesi: il nostro Paese si colloca al 78° posto in termini di libertà di impresa, secondo l’ultima classifica del Doing Business 2010 (World Bank). Continuando così in contesto globale - dove, come scrive Tremonti, la competizione non è più «solo tra imprese ma tra interi sistemi» - l’alternativa tra declino e sviluppo. Dove il declino è destinato a consumarsi nei termini di “una dolce morte”. «Se si vuole il declino, basta quindi lasciare le cose come stanno. Se invece si vuole lo sviluppo, si deve cambiare».


I tentativi di cambiare sono stati generosi, portati avanti con intensità e diverse cifre di successo; soprattutto negli ultimi due anni si è fatto davvero molto. Il sistema, tuttavia, non è stato ancora capace di quel salto che i tempi, le imprese e cittadini richiedono. Il sistema italiano è infatti complicato non solo da una atavica e quasi irremovibile resistenza degli apparati e da una intricata frammentazione delle competenze (Stato, Regioni ed Enti Locali).


Il sistema infatti è affossato, anche e soprattutto, da quella radice ideologica fondamentale che Tremonti evidenzia con lucidità: l’idea base dell’antropologia negativa, stigmatizzata nella formula hobbesiana homo homini lupus, tradotta poi - siccome in base a quella formula dei singoli e delle loro associazioni non ci si può fidare - nell’assioma per cui “pubblico” è uguale a “morale” e “privato” è uguale a “immorale”. Se l’uomo è lupo per l’altro uomo, ci vogliono fiumi di regole per ingabbiare l’animale, e tutto si risolve in quel paradosso - lucidamente descritto da J. Carron proprio partendo dall’individualismo hobbesiano in un suo recente intervento - per cui le regole non bastano mai.


Così molti italiani si ritrovano nell’esperienza che è toccata al sottoscritto, che per ottenere una concessione edilizia scopre che occorre praticamente un anno, ma nello stesso tempo viene a sapere che nel nostro Paese esistevano 2 milioni di case fantasma, fatte emergere dalla mappatura area effettuata della Agenzia del Territorio, confrontando poi i dati catastali. In altre parole: pesantissimi controlli ex ante, realizzati appunto con fiumi di regole e procedure; poi controlli ex post quasi nulli, al punto che le case abusive hanno raggiunto quella dimensione (e una casa non nasce dalla sera alla mattina come un fungo).


Leggi anche: CORRIERE/ Vittadini: privato in nome della pubblica utilità, di G. Vittadini


Leggi anche: SCENARIO/ 1. Sapelli: non sarà questa "manovrina" a rovinare un federalismo che non c’è

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO


 


  PAG. SUCC. >