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FINE VITA/ Così la lobby dell'eutanasia vince in Germania e tenta di condizionare l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 30 giugno 2010

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L’avvocato Wolfang Putz conosceva bene quali sarebbero state le conseguenze del suo consiglio alla figlia di Erika Kulmer, ed ha voluto creare una volta di più attraverso un caso a forte impatto drammatico le premesse indispensabili per ottenere una sentenza favorevole all’eutanasia, sollecitando la depenalizzazione del reato da lui commesso.

 

Un reato apparentemente così innocente com’è un consiglio, ma così pesante da convertirsi nella morte della signora Kulmer. Anche su questo rifletteremo oggi in XII commissione, e presto in tutta l’aula del Parlamento. Ci sono ragioni importanti che obbligano ad una prudenza sempre più vigilante e richiedono una chiarezza estrema nei termini giuridici che il ddl utilizzerà. Il punto chiave resta una volta di più il giusto bilanciamento tra volontà individuale, responsabilità del medico e valori di riferimento per l’uno e per l’altro.

 

E in questa chiave la nostra legge potrebbe contribuire ad invertire una linea di tendenza culturale che, sulla scia di una discutibile pietà e di un ancor più discutibile assolutizzazione della libertà individuale, si sposta sempre più pericolosamente verso una potenziale eliminazione di pazienti non più in grado di intendere e volere.



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