BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Folli: manovra e intercettazioni, ecco il Berlusconi-bis

Pubblicazione:lunedì 7 giugno 2010

BerlusconiBis_R375(1).jpg (Foto)



È un fatto che è giusto sottolineare anche se vorrei qualche elemento di conferma in più. Sarebbe certamente positivo se la sinistra riuscisse a esprimersi politicamente senza essere condizionata dalla propria vicinanza alla magistratura.

Passando alla manovra, il confronto televisivo tenutosi a Ballarò tra Tremonti e Bersani, ha offerto qualche elemento in più per comprendere come mai i due schieramenti non riusciranno a trovare un accordo su questo tema?

Penso di sì. L’opposizione sta perdendo una grande occasione, quella di partecipare attivamente a una manovra indispensabile, a un passaggio decisivo della nostra storia. Come testimonia lo scontro interno al Pd tra Pier Luigi Bersani ed Enrico Letta, più per mancanza di volontà che per incapacità, il Partito Democratico ha rifiutato di confrontarsi in modo più complesso sui nodi e i costi sociali che la crisi pone. Facendo così però, ancora una volta tutta la dinamica politica tende ad esaurirsi all’interno del perimetro del centrodestra e l’opposizione rimane esclusa dalla partita. Il caso D’Alema di cui parlavamo prima rimane perciò un’eccezione.

Il Presidente del Consiglio e il Governo in generale saranno in grado di riconvertire il proprio messaggio una volta chiusa la stagione dell’“ottimismo berlusconiano”?

Non so se saranno in grado, ma è indispensabile. La manovra deve essere pensata e presentata come parte di un grande progetto di liberalizzazione della società italiana, una profonda riforma economica del Paese. Questo aspetto per ora manca ed è il caso di rimediare. L’unico che può farlo però è Silvio Berlusconi. Inizialmente è stato assente e ha consentito a Tremonti di rubargli la scena. Ora sembra pronto a tornare in prima linea, a riaffermare la propria leadership e a trovare una nuova sintesi politica. Certo, il discorso a Confindustria conclusosi con un mezzo autogol è stata la prima occasione sprecata. 

Gli ultimi segnali di nervosismo del Cavaliere, come la citazione di Mussolini all’Ocse o l’intervento telefonico in diretta tv sui sondaggi, sono il segno di questa “assenza”, di questo iniziale appannamento?


 
 

CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >