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SCENARIO/ Folli: manovra e intercettazioni, ecco il Berlusconi-bis

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Il riavvicinamento di Casini è un processo complicato, non mi sembra, per intenderci, “sull’uscio di casa”. Potrebbe verificarsi all’indomani di una crisi di Governo, con una nuova maggioranza guidata da Berlusconi, ma determinata da nuovi equilibri interni. Ovviamente la Lega non vede di buon occhio quest’ipotesi. Ancora una volta però emerge un’esigenza di leadership: l’“equilibrio instabile” del centrodestra si regge solo se Berlusconi svolge veramente il suo ruolo di leader, come le spiegavo prima. Se non lo fa, la Lega diventa troppo forte e gestire il rapporto con l’Udc diventa complicato.

Da ultimo, lei crede a un “negoziato” tra Fini e Berlusconi che metta fine alle divisioni nel Pdl? Pare che il Presidente della Camera abbia auspicato un passo in avanti per non rimanere ancorati al “fermo immagine dell’ultima direzione nazionale”


Come non credevo alla rottura definitiva tra i due, non credo a chissà quali riconciliazioni. Se Berlusconi rimarrà saldamente il leader del Popolo della Libertà anche nella prossima legislatura, a mio parere, Fini uscirà dal partito. Se ci riferiamo al presente, invece, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio sono nello stesso partito e sono costretti, per ragioni politiche e istituzionali, a continui compromessi. 

(Carlo Melato)



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