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SONDAGGI/ Piepoli: la fiducia degli italiani nel Governo tiene, nonostante la manovra

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Non ci sono delle domande “standard” per influenzare il meno possibile gli intervistati? «Certo, per monitorare la confiance e poter confrontare la fiducia degli americani in Obama con quella degli italiani in Berlusconi usiamo dei modelli. Per tradurre correttamente i quesiti sostengo delle riunioni interminabili con i miei collaboratori, Devoto Oli alla mano, tanto per farle capire quanto sia importante la fase che precede l’indagine».

Chiarito dove si nasconde l’equivoco e passando ai dati: gli italiani sono pronti ai sacrifici che la manovra impone? Sono abbastanza informati su questa materia? «I cittadini sono molto più attenti di quanto si pensi e la popolarità del governo non è scesa. In questa settimana, anzi, premier e governo sono leggermente saliti. L’ampiezza di questa fiducia la potrà dire Berlusconi citando l’Istituto Piepoli o Euromedia».

A quanto corrisponde la percentuale degli intervistati favorevoli alla manovra? «Come abbiamo pubblicato su La Stampa il 44% è favorevole e il 42% è contrario. Il 14% non ha espresso un’opinione. Aggiungo che tra i favorevoli la maggior parte pensa che questo provvedimento taglierà principalmente gli sprechi inutili dello Stato e che era un dovere nei confronti dell’Unione Europea. I contrari pensano invece che gli unici a pagarne le spese saranno i lavoratori. Detto questo, devo dire che in Italia nascono delle polemiche sui sondaggi che negli altri Paesi non si sognerebbero nemmeno».

Cosa intende? «Palazzo Chigi ha come logico i suoi istituti fornitori, d’altro canto per un istituto di ricerca avere come cliente la Presidenza del Consiglio non è peccato. Non stiamo parlando di angeli o demoni. Ciò che dico mi sembra abbastanza banale, evidentemente però per molte persone non è così. Sembra strano che un presidente commissioni delle ricerche anche se è da più di trent’anni che questo accade».

All’estero non è così? «Solo per fare un esempio: l’Elysée fa il doppio delle ricerche di Palazzo Chigi e in Francia è normale aprire un telegiornale con i risultati di un sondaggio. Gli istituti hanno una credibilità assoluta, è così dai tempi di De Gaulle, il quale sosteneva di voler conoscere l’opinion, decidendo poi autonomamente cosa fare per il bene della Francia».

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