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ESCLUSIVA/ Intervento di Joseph Weiler davanti alla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo

Pubblicazione:giovedì 1 luglio 2010

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

 

6. Da una tale premessa la conclusione è inevitabile: la presenza di un crocifisso sul muro di una classe è stata ovviamente ritenuta espressione di una valutazione della legittimità di un convincimento religioso - il Cristianesimo - e quindi in violazione della Convenzione.

 

7. Questa formulazione della “neutralità” è basata su due errori concettuali che sono fatali per le conclusioni.

 

8. Primo, nel sistema previsto dalla Convenzione tutti i Membri devono garantire agli individui la libertà di religione, ma anche la libertà dalla religione. Tale obbligo rappresenta un tratto costituzionale comune dell’Europa. Però è contro-bilanciato da grande libertà quando si tratta  della religione o dell'eredità religiosa nell'identità collettiva della nazione e nella simbologia dello Stato.

 

9. Così, ci sono Stati Membri in cui la laïcité è parte della definizione di Stato, come per la Francia, e nei quali, di conseguenza, non ci può essere uno Stato che faccia proprio o proponga un simbolo religioso in uno spazio pubblico. La religione, qui, è un affare privato.

 

10. Ma nessuno Stato ha l’obbligo ai sensi della Convenzione di abbracciare la laïcité. Infatti, appena oltre la Manica, c’è l’Inghilterra (ed uso questo specifico termine apposta) nella quale vi è una Chiesa di Stato, il cui Capo dello Stato è anche Capo della Chiesa, nella quale i leader religiosi sono anche membri d’ufficio del Legislativo, la bandiera fa mostra della Croce e l’Inno nazionale è una preghiera a Dio di salvare il Monarca, e di dare a lui o a lei la Vittoria e la Gloria. [Anche se qualche volta Dio non ascolta, come è capitato in una certa partita di calcio, pochi giorni fa...]

 

11. Proprio nel suo essere Stato con una sua Chiesa ufficiale, l’Inghilterra sembrerebbe, nella sua ontologia, violare le strettoie poste dalla Camera, perché come si farebbe a non dire che con tutti quei simboli non vi sia un certo tipo di valutazione circa la legittimità di un credo religioso?

 

12. In Europa c’è una straordinaria varietà di rapporti tra Stato e Chiesa. Più della metà della popolazione d’Europa vive in Stati che non potrebbero essere descritti come laïque. Inevitabilmente nell’educazione statale, lo Stato e i suoi simboli hanno un loro posto. Molti di questi, comunque, hanno un’origine religiosa o esprimono un’identità religiosa attuale. In Europa, la Croce è l’esempio più visibile, apparendo su innumerevoli bandiere, crinali, edifici, ecc. ecc. Sarebbe sbagliato sostenere, come alcuni hanno fatto, che la croce è solo o meramente un simbolo nazionale. È tutti e due - data la storia, parte integrante della identità nazionale di molti Stati europei [ci sono autori che sostengono che anche le 12 Stelle del Consiglio d’Europa hanno questa stessa dualità!]


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