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ESCLUSIVA/ Intervento di Joseph Weiler davanti alla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

 

27. Non fate quest’errore. Un muro denudato per mandato statale, come in Francia, può suggerire agli alunni che lo Stato sta prendendo un atteggiamento anti religioso. Noi abbiamo fiducia nei programmi scolastici della Repubblica francese, che insegnino ai propri figli la tolleranza e il pluralismo, ed allontani una tale nozione. C’è sempre un’interazione tra quello che c’è sul muro, e come esso è discusso e insegnato in classe. Allo stesso modo, un crocefisso sul muro potrebbe essere percepito come coercitivo. Ancora, dipende dal programma svolto in classe di contestualizzare e insegnare al bambino nella classe Italiana la tolleranza e il pluralismo. Potrebbero anche esserci altre soluzioni, come mostrare simboli di più religioni, o trovare altri modi educativi appropriati per veicolare il messaggio del pluralismo.

 

28. È chiaro che date le diversità dell’Europa su questo punto non ci può essere una soluzione che sia calzante per ogni Paese Membro, per ogni classe e per ogni situazione. C’è bisogno di tenere conto della realtà politica e sociale dei diversi luoghi, della sua demografia, della sua storia e della sensibilità e della suscettibilità dei genitori. Però, la Francia con il crocefisso sul muro non è più Francia. L'Italia, senza, non è più l'Italia. Così l'Inghilterra senza God Save the Queen.

 

29. Ci possono essere delle circostanze particolari in cui la soluzione adottata dallo Stato potrebbe essere considerata coercitiva e ostile, ma l’onere della prova resta comunque in capo all’individuo, e il livello richiesto per la prova deve essere estremamente alto, prima che questa Corte decida di intervenire in nome della Convenzione nelle scelte educative fatte da uno Stato. Una regola per tutti, come ha deciso la Seconda Camera, priva di un contesto storico, politico, demografico e culturale non è solamente sconsigliabile, ma mina il pluralismo, la diversità e la tolleranza più autentici che la Convenzione intende salvaguardare, e che sono il marchio dell’Europa.

 

 

INTERVENTO ORALE DEL PROFESSOR JHH WEILER IN RAPPRESENTANZA DI ARMENIA, BULGARIA, CIPRO, GRECIA, LITUANIA, MALTA, DELLA FEDERAZIONE RUSSA E DI SAN MARINO – STATI CHE INTERVENGONO COME TERZE PARTI NEL CASO LAUTSI INNANZI ALLA GRANDE CAMERA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO

 

30 GIUGNO 2010

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