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SCENARIO/ Casini si "infila" tra Berlusconi e Bossi per aprire la crisi di governo?

Pubblicazione:martedì 13 luglio 2010

CasiniUdc_R375.jpg (Foto)



I dubbi di Napolitano impongono a Berlusconi di perfezionare una legge che il Quirinale possa davvero firmare. Un minimo di saggezza imporrebbe che la riflessione non venisse fatta nel caldo torrido d’agosto, ma con più calma, in autunno. Ormai però si tratta di una legge “di bandiera”, che significa molto più per tutto ciò che evoca più che per quello che comporta veramente. Se Berlusconi sceglierà di insistere con il braccio di ferro con Napolitano e Fini rischiano di aprirsi scenari inimmaginabili.

Alla luce di tutte queste problematiche il governo, secondo lei, è vicino a una crisi?


Osservando tutti questi segnali direi proprio di sì, l’assenza di un’alternativa garantisce però al governo il fiato per resistere ancora qualche tempo. Siamo comunque, a mio avviso, davanti al disfacimento del quadro politico generale, entrambi gli schieramenti dovranno assolutamente provare a rimettere ordine al loro interno, prima che sia troppo tardi.

Le fa impressione la totale assenza dell’opposizione in un momento così difficile per la maggioranza?

In effetti sì. Il Pd, in realtà, conduce un’onesta opposizione parlamentare, ma è totalmente sprovvisto di un  colpo d’ala. Non ha una presenza sulla scena tale da diventare per la gente il rappresentante immediato dell’oggi (e non del domani) in alternativa a Berlusconi. È un problema per il Pd, ma anche per il Paese, perché in questo modo non si aiuta l’evoluzione del quadro politico. Le discussioni interne di queste settimane di certo non fanno ben sperare.

A cosa si riferisce?


Il Partito Democratico si è diviso sulla parola “compagni” o sul socialismo europeo, si dilania continuamente su temi identitari ancorati al passato e non sa decidere sugli aspetti programmatici. Tutto questo mentre non è ancora chiaro con chi vuole costruire l’alternativa e con quale programma. Così, di certo, non si va lontano.



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