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Politica

SCENARIO/ Folli: ecco il "tutti contro tutti" del post-berlusconismo

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Probabilmente Berlusconi non si è reso conto di essersi indebolito seriamente in questi mesi. Se ti indebolisci, in politica, hai meno spazio di manovra. Ai tempi del predellino Berlusconi era molto forte, tanto da trascinare con sé Fini nel Pdl, nonostante l’accordo tra lui e Casini. Oggi non è più in grado di farlo.
Molti altri segni certificano questa debolezza, pensiamo al mancato accordo con le Regioni dopo una trattativa sottovalutata e condotta male o al pasticcio sulle intercettazioni. In lui convive il grande desiderio di sistemare tutto con elezioni anticipate, ma rimane alta la paura di dare le dimissioni e perdere il pallino del gioco.

È la debolezza di Berlusconi a causare tutta questa confusione nel quadro politico? Stiamo vivendo un anticipo di post-berlusconismo?

Diciamo che finché la leadership personale tiene tutto si ricompone, se questa scricchiola emergono i difetti del sistema. Incide molto anche la debolezza del nostro equilibrio istituzionale che non è stato sanato da riforme serie. C’è però un altro fattore che rischiamo di dimenticare.

Quale?

Il consenso. Forse anche per l’assoluta incapacità dell’opposizione, il consenso è ancora con il Presidente del Consiglio. Forse è la prima volta che si manifesta in maniera così evidente la frattura tra una gestione politica difficoltosa e un così grande seguito nel Paese. Una divergenza per certi versi anche pericolosa: Berlusconi è troppo debole per ottenere lo scioglimento delle camere, ha paura di non riuscire a tornare davanti al popolo, ma sa che il popolo è ancora dalla sua parte. 

Secondo il Card. Bagnasco questa confusione ha come origine la crisi del “consenso intorno al bene comune” e dell’“affezione per la cosa pubblica” a favore di “beni di piccolo cabotaggio senza prospettiva alcuna”.


Sono le più belle parole per cercare un punto da cui ripartire in mezzo a tutta questa confusione.

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COMMENTI
14/07/2010 - In politica non valgono le idee ma le persone (PAOLA CORRADI)

Forse Berlusconi avrebbe dovuto saperlo, che le idee non reggono e che sono le persone che portano avanti le idee. Tante belle teorie all'atto pratico crollano come castelli di carta. La manovra ad es. sembra essere, una teoria che male si applica alla realtà. Si scopre quindi una Lega ricca di ideali ma povera di contenuti! Tra l'altro del federalismo è rimasto solo l'aspetto meramente fiscale con regole di prelievo ancora Romane! E' la Lega che si è romanizzata o è Roma che si è leghizzata? Entrambi i casi mi sembrano comunque stonati!