BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

INDAGINE/ Italiani e bipolarismo, un amore finito?

Pubblicazione:giovedì 15 luglio 2010

berlusconi_bersani_R375.jpg (Foto)



Di sicuro il grande sogno dei bipolaristi, Berlusconi prima di tutti, va allontanandosi. E pensare che solo poche settimane  prima del “Referendum Guzzetta” del giugno 2009 (che non raggiunse il quorum) il nostro istituto, con un apposito sondaggio rilevava che il 54% degli italiani, avrebbe dato il premio di coalizione “al partito più grande” e non alla coalizione, decretando di fatto l’avvento del sistema bipolare puro.

La somma delle quote che PdL e PD ottengono nei sondaggi di questo periodo è attorno al 62-66%. Solo da questo semplice calcolo si può comprendere che anche nei partiti che più avrebbero da guadagnare dal bipolarismo e comunque nati con questo obiettivo, ci sono preferenze che vanno in senso opposto.

Vediamo nello specifico le sigle principali: tra gli elettori del PdL la quota arriva al 61%, dato un po’ più alto della media nazionale, ma sicuramente molto basso se si pensa alle motivazioni della genesi stessa del partito. Inoltre, vi è una sensibile differenza nelle opinioni degli ex-Forzisti e degli ex-Aennini: tra questi ultimi il risultato è addirittura sotto la media nazionale (53%).

Ancora peggio nel PD e con una differenza ben più marcata nelle sue componenti. Tutto il partito è al 54%, ma gli ex-Margherita vogliono il bipolarismo al 75% , mentre gli ex-DS al 53%. Sembra quasi che i primi diano un giudizio positivo all’esperienza fatta fino ad oggi, mentre i secondi siano ancora dubbiosi.



 

CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >