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INDAGINE/ Italiani e bipolarismo, un amore finito?

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Interessante il dato UdC: la quota è del 71%. Anche essi, come i sopraccitati “Margheritini”, sono in maggioranza ex-Democristiani. Contrariamente ai primi, però, che coerentemente con la loro opinione di oggi, hanno scelto un percorso aggregativo, sono stati portati dal loro leader al di fuori dei due poli principali, marcando le distanze da entrambi. Di fatto isolandosi. Questo risultato, forse, sta ad indicare una “voglia di accasarsi” della base. Non pare plausibile, in una fase ancora diafana, che si possa attribuire il dato alle speranze riposte nel “Partito della Nazione”.

Tutti gli altri partiti, tranne l’IdV che per quasi la metà vorrebbe il proporzionale puro, risultano all’incirca in due tra il sistema bipolare e quello proporzionale con sbarramento, con il primo item generalmente in vantaggio sul secondo.

Come potrebbe spiegarsi questo fenomeno? Forse in modo semplice: nei momenti di crisi si fa quadrato. In questo caso attorno alla propria idea.
L’anno trascorso sembra un anno-luce. I due partiti principali sono immobili e assolutamente litigiosi; e nell’economia, nella vita della gente, rispetto al 2009 il 2010 sta andando molto peggio, al contrario di quanto era stato più volte detto.

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