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INDAGINE/ Italiani e bipolarismo, un amore finito?

Pubblicazione:giovedì 15 luglio 2010

berlusconi_bersani_R375.jpg (Foto)

Non capita tutti i giorni che analizzando i trend nella Pubblica Opinione si rilevino grandi variazioni, anzi, si è soliti dire che, proprio sulle questioni più importanti, non cambi mai nulla. Un mutamento nel tempo del 5% è in genere considerato degno di nota.

E occorre essere sicuri della solidità dei propri dati quando in soli due anni, si riscontra una variazione di più di venti punti percentuali. Io lo sono, e so di essere in presenza di un chiaro fenomeno di mutamento sociale.

Il sondaggio qui presentato, su cui è stato improntato il numero di luglio della nostra rivista di approfondimento (analisipolitica.it), cerca di capire, attraverso una domanda chiara, volutamente semplice e che proponiamo già da qualche anno, quale sia, dei sistemi partitici principali, quello preferito dalla “pancia” degli Italiani.

Al di là dei tecnicismi, si parla di un sistema con “due soli partiti, schieramenti”, che rappresenta il bipolare puro; uno con “pochi partiti, ma grandi” (il proporzionale con sbarramento); quello con “tutti, anche quelli piccoli”, il proporzionale puro.


Certi preferiscono che all’appuntamento elettorale ci siano due soli partiti, schieramenti, invece altri preferiscono che rimangano più partiti. E Lei?

  Febbraio 2008 Aprile 2009 Aprile 2010
Due soli partiti, schieramenti  75,7%  69,1%  55,2%
Solo pochi partiti grandi  10,1%  18,9%  32,7%
Tutti, anche quelli piccoli  7,0%  9,7%  9,4%
Non so  7,2%  2,3%  2,7%
       
Totale  100,0%  100,0%  100,0%
Casi  600  900  800

 
La preferenza degli italiani al bipolarismo è ancora netta maggioranza, 55%, chiaro, ma un conto era il quasi plebiscito registrato nel 2008, dato da noi rilevato già da qualche anno era stabile attorno al 70-73%.



 

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