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CORTE COSTITUZIONALE/ L’aggravante di clandestinità è illegittima. Viola i diritti fondamentali

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Secondo i giudici delle leggi, non è ammissibile, nel rispetto dei diritti inviolabili, che fatti estranei al reato, costituiscano «trattamenti penali più severi fondati su qualità personali dei soggetti». Questo, in accordo – sottolineano i giudici - «con il principio costituzionale di eguaglianza in generale» che «non tollera discriminazioni fra la posizione del cittadino e quella dello straniero. Ogni limitazione di diritti fondamentali deve partire dall’assunto che, in presenza di un diritto inviolabile, il suo contenuto di valore non può subire restrizioni o limitazioni da alcuno dei poteri costituiti». Salvo, ricordano, che questo non rappresenti un atto necessario per tutelare un interesse collettivo costituzionalmente rilevante.



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