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MANOVRA/ I tagli di Tremonti mandano a quel paese anche le Ong

Pubblicazione:venerdì 16 luglio 2010

Giulio Tremonti (Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Imagoeconomica)

La cooperazione internazionale italiana sta morendo. Anzi, sostengono molti dirigenti delle ong di differente matrice (cattolica, laica e post comunista), «per come stanno le cose sarebbe bene chiuderla e celebrarne il funerale. Almeno qualcuno si accorgerebbe di un settore che è per legge parte integrante della politica estera». Al di là degli slogan i numeri parlano chiaro e la mancanza di risorse umane e finanziarie in cui è versa la Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo è tragica .

 

Il summit del 19
Tutti sanno che con un miserrimo 0,1% siamo distanti anni luce dallo 0,7% promesso nella Dichiarazione del Millennio dell'Onu ed inserito al punto 8 negli Obiettivi del Millennio di cui si discuterà a settembre a New York. Chissà che diranno gli sherpa nostrani che accompagneranno al Palazzo di Vetro il ministro degli Esteri Franco Frattini e il direttore generale della Cooperazione allo sviluppo della Farnesina, Elisabetta Belloni tra un paio di mesi. Anzi, con il taglio del 30% dei fondi per la cooperazione in Finanziaria, nel 2011 le risorse a disposizione per progetti delle ong sono passati da 35 a 25 milioni di euro. Una miseria.


Più a breve termine, lunedì 19 luglio è previsto un Direzionale alla Farnesina che promette scintille perché i numeri mai come quest'anno sono lontani dalle promesse. Per il 2010 erano infatti a disposizione della Dgcs 18 milioni di euro da allocare alle ong.

 

Sinora sono stati approvati 19 progetti, usando poco più di un terzo dei fondi disponibili che, tra l'altro, si sono ulteriormente ridotti perché un'organizzazione non governativa ha vinto una causa contro la Direzione generale. In tutto 5 milioni di euro che devono essere sottratti ai 18 iniziali.


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