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SCENARIO/ Bossi svela il piano di Berlusconi

Le dimissioni del sottosegretario Cosentino, a breve distanza dai casi Scajola e Brancher, interrogano la maggioranza, mentre l’opposizione inizia a parlare di “fine del berlusconismo”. Ci attende un governo di "larghe intese"? L'analisi di MASSIMO FRANCO

BerlusconiBossiManifestazione_R375.jpg (Foto)

Le dimissioni del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, a breve distanza dai casi Scajola e Brancher, interrogano la maggioranza, secondo molti commentatori al centro di una vera e propria “questione morale”. Nelle fila dell’opposizione, intanto, si inizia a parlare di “fine del berlusconismo” e di “larghe intese” che comprendano o meno il premier. «Che un certo logoramento di Berlusconi - dice Massimo Franco a IlSussidiario.net - sia in atto da tempo non è una novità. Parlare di tramonto del berlusconismo è però prematuro. L’opposizione è ancora estremamente debole e poco strutturata, mentre all’interno del centrodestra non si è ancora visto un possibile successore».

Ancora una volta il premier sembra costretto a cedere alle richieste di Fini. Queste dimissioni rappresentano l’ennesima vittoria per l’ex leader di An o ne limitano gli argomenti per continuare la sua costante polemica di logoramento?

Credo che dal modo con cui Berlusconi reagisce a Fini non emerga tanto la forza del leader della minoranza del Pdl, ma l’esigenza di ascoltare, anche se di riflesso, le indicazioni del Quirinale. Il peso di Fini in questo momento deriva più dalla carica di Presidente della Camera che dal fatto di guidare l’opposizione interna. Il rapporto tra i due leader, comunque, sembra avere una conclusione piuttosto obbligata.

Quale?

Il divorzio. Resta da capire quali siano i tempi e i modi per realizzarlo, ma, mentalmente, è già avvenuto.

Fini non sembra però l’unico problema di Berlusconi: si registra un certo nervosismo anche nella componente azzurra del Pdl e nella Lega, lo stesso Tremonti è rimasto poi stranamente defilato, dopo le dimissioni di un suo sottosegretario…


COMMENTI
16/07/2010 - IL DOPO BERLUSCONI EREDITATO DAL CAVALIERE. (celestino ferraro)

IL DOPO BERLUSCONI EREDITATO DAL CAVALIERE Le elucubrazioni politologiche costruite sui teoremi che ciascuno è in grado d'immaginare, non fanno testo. Reata una realtà politica che si chiama Berlusconi, senza di lui è nulla. Costruire castelli di sabbia asciutta, è virtù scalfariana, cimento a cui si sottopone Eugenio, da anni, alimentando così una speranza che lo mantiene sulla breccia. Non c'è di meglio nel panorama politico offerto al popolo italiano, anche se il "25 luglio" per antonomasia, non è che offrisse chissà che oltre al BADOGLIARE. Dove si nasconderebbe il Badoglio di oggi? E il Fini sarebbe il Vittorio Emanuele che fa arrestare Mussolini? Molte sonoi le gatte da pelare e ognuno crede di saperla pelare meglio degli altri. Sognare è bello: è il risveglio che delude. Celestino Ferraro