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ITALIA DEI VALORI/ Di Pietro: una lettera aperta ai dirigenti e ai lavoratori Fiat

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– Sono diverse le domande poste dalla lettera aperta dei due rappresentanti Idv. Fra le altre, quelal relativa agli stipendi: “Come si spiega che un operaio della Fiat prende millecinquecento euro medi netti al mese e quello tedesco a parità di mansioni ne percepisce più di tremila con una differenza del costo della vita solo del 20%?”. Perché, chiedono ancora, dopo ingenti finanziamenti pubblici, si vogliono chiudere gli stabilimenti d Termini Imerese con la perdita di duemila posti di lavoro?.

L’Italia dei valori, dicono, sostiene “l’impresa non assistita, libera di agire sul mercato e rispettosa del Paese in cui opera, perché raggiunga la necessaria competitività e flessibilità date dalla concorrenza internazionale”. In conclusione, gli esponenti dell’Idv si chiedono se la Fiat “non stia creando un problema sociale enorme per ricontrattare con lo Stato e con il sistema bancario nuovi finanziamenti. In questo modo coprirebbe il vero problema, cioè quello del ripianamento del proprio debito, scaricando tutto sui lavoratori mentre gli azionisti decidono dividendi”.