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Politica

APPELLO/ Casini (Udc): ecco il mio governo "largo" con a capo Berlusconi

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Un ingresso dell’Udc in questo esecutivo sarebbe ridicolo e umiliante. Non tradiamo il patto con gli elettori. I ribaltoni li ha fatti Bossi, non io. Di fronte alla gravità della crisi economica e alla difficile situazione del Paese penso sia indispensabile arrivare a un armistizio e fare appello a tutte le forze politiche perché si assumano le proprie responsabilità. Un appello che dovrebbe partire come è logico dalla maggioranza, da chi ha vinto le elezioni, e quindi da Berlusconi. A quel punto vedremmo chi ci sta e chi no. Per quanto mi riguarda di fronte a quest'ipotesi porrei una sola condizione: che si facciano le grandi riforme con la consapevolezza che bisognerà anche usare un linguaggio impopolare. Gli annunci e gli spot non risolvono i problemi.

La Lega Nord è stata la prima a rimandare la proposta al mittente. Secondo il Carroccio siete un partito nemico del federalismo. È così?

Solo chi non ci conosce o fa finta di non conoscerci può pensare che il nostro sia un partito anti-federalista. Il federalismo e la valorizzazione delle autonomie locali fanno parte del nostro dna e della nostra migliore tradizione politica, risalgono ai tempi di don Sturzo. Ma il federalismo serve a unire, non a dividere. La Lega poi mi pare così affezionata allo schema federale più  per mantenere i posti di potere e aumentare i centri di spesa: non vuole abolire infatti le province, non vuole liberalizzare i servizi pubblici, è contraria ad accorpare i Comuni più piccoli. Un federalismo di questo tipo non ci interessa e infatti non l’abbiamo votato. È poi sotto gli occhi di tutti una certa schizofrenia.

A cosa si riferisce?

Parla di federalismo e intanto si scatena la protesta delle Regioni colpendole con pesanti tagli che pagheranno i cittadini in termini di cancellazioni o riduzioni di servizi. Sono contraddizioni che i Governatori delle Regioni, a partire da Formigoni, hanno rilevato correttamente. E a Formigoni in primis va riconosciuto di averlo fatto con onestà intellettuale, superando le logiche di schieramento. Sia chiaro: la manovra è inevitabile e necessaria, ci viene richiesta dall’Europa e serve ad allontanare lo spettro della Grecia. Ma così com’è, è costruita male.

Molte delle critiche che oggi Fini pone a Berlusconi e al suo partito sono le stesse che motivarono il suo mancato ingresso nel Pdl. Fini è costretto a darle ragione con qualche anno di ritardo?

È una domanda che andrebbe rivolta a Fini. Quello che vedo è che i fatti stanno confermando in pieno quello che avevamo previsto due anni fa. Un partito fondato sul predellino, sull’aut aut “chi ci sta dentro, chi non ci sta fuori”, sul carisma di una sola persona, non poteva che essere destinato a implodere. Ma i problemi non riguardano solo il Pdl, anche il Pd sta attraversando una crisi profonda. È la fine dell’illusione del bipartitismo. Due anni fa noi abbiamo messo a repentaglio la nostra stessa esistenza politica per opporci ad esso. Oggi possiamo dire che avevamo visto giusto.
Berlusconi in passato ha provato a mettervi uno contro l’altro?

 
 


COMMENTI
19/07/2010 - La questione morale (PAOLA CORRADI)

In USA c'è scandalo quando Obama va nel Maine invece che in Louisiana, però esce con la moglie e si mangia un cono gelato con le figlie. Questo è moralismo, ma anche guardando alla sostanza i nostri Politici sono anni luce lontani da questa sostanziale umiltà, ostentano sempre e comunque, quindi tutti hanno diritto di pensare che fare politica in Italia significa fare "soldi". Non possiamo iniziare a cambiare rotta? un po' più di opere di carità? meno ostentazione, insomma più serietà? Credo sia questo che vogliono gli Italiani.