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DDL INTERCETTAZIONI/ A Berlusconi e ai suoi non piace. Ma il premier intima: lo votiamo comunque prima

Il ddl sulle intercettazioni non piace per nulla ai berlusconiani. Ma Berlusconi, anch’egli contrariato dei cambiamenti apportati dall’emendamento, è intenzionato ad andare avanti e a votarlo al più presto così com’è

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IL DDL INTERCETTAZIONI NON PIACE AI BERLUSCONIANI - Il ddl sulle intercettazioni non piace per nulla ai berlusconiani. Ma Berlusconi, anch’egli contrariato dei cambiamenti apportati dall’emendamento, è intenzionato ad andare avanti e a votarlo al più presto così com’è

 

Il ddl sulle intercettazioni ai berlusconiani di stretta osservanza, in seguito all’emendamento che lima notevolmente le iniziali limitazioni per la stampa e per i giudici, considerato una vittoria dei finiani – di Giulia Bongiorno, in particolare - non piace. Il vice capogruppo del Pdl in Commissione giustizia, Osvaldo Napoli, ad esempio, dichiara, in una nota: «Desidero esprimere i miei dubbi sul voto da dare all'emendamento del governo», mentre Luigi Vitali, già sottosegretario, afferma: «Questa legge? È ridicola. Quella in vigore è più garantista». E, come i primi due il relatore Maurizio Paniz sostiene: «Non mi piace, abbiamo perso due anni, ma alla fine io faccio quello che dice Silvio». Come è noto, neanche a Berlusconi piace. Ma il premier ha deciso di fare buon viso a cattivo gioco e di portarlo in aula così com’è, evitando ulteriori slittamenti. E, in effetti, sembra che abbia le sue buone ragioni.

 

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